CARIGNANO, DAI GIARDINI AI PALAZZI NOBILIARI

Situato su una collina a 50 metri sul livello del mare a pochi passi dal mare, Carignano, per i genovesi Caignàn, per la sua posizione invidiabile, era naturalmente destinato a diventare uno dei quartieri più eleganti della città.
Con i suoi orti, giardini e chiostri di proprietà della famiglia Sauli, situato pressoché a ridosso della cinta muraria più antica, fu inglobato nella città solo nel 1320. Come accade ancora oggi per tutte le delegazioni anche poco fuori dal centro storico, anche qui si usava dire “anemmu a Zena” ovvero “andiamo a Genova” quando dalla collina si doveva scendere per raggiungere, davvero in pochi passi, il centro città. La collina di Caliniano o Calignano, così era detta la zona nel Medioevo, rimase un anonimo sobborgo cittadino fino all’Ottocento. Retaggio dell’epoca è il nomignolo di via delle Bernardine, detta “creuza dà Gianetta” che era la proprietaria di una celebre osteria, oppure vico Fasce, il cui nome deriva dai terrazzamenti o fasce coltivati che caratterizzavano la via, dove gli abitanti si davano appuntamento per allenarsi nel “batte a moesca” (ballare la moresca), una danza di origine spagnola sbarcata a Genova con i Saraceni. La sommità della collina, che si raggiunge attraverso la salita della odierna via Fieschi era detta “montagnola dei Servi” e fu in seguito spianata per far posto, tra le altre costruzioni, alla grandiosa Basilica di Carignano. La via ha preso il nome dalla famiglia Fieschi la cui villa si trovava proprio in cima alla salita, villa di cui non abbiamo oggi alcuna traccia, essendo stata rasa al suolo dalla famiglia rivale dei Doria al culmine della congiura ordita nel 1547. Accanto alla dimora si trovava la chiesa di santa Maria Lata che nel cinquecento era collegata con la sottostante via dei Servi (quartiere della Maddalena) mediante una imponente scala di oltre cento gradini.
Il quartiere è collegato alla vicina collina di Sarzano da un imponente ponte, edificato su commissione della famiglia Sauli tra il 1718 ed il 1724, un ponte rimasto integro mentre attorno e, in particolare, sotto di lui la città cambiava volto. Al tempo della costruzione sotto al ponte brulicava la vita nel borgo dei Lanieri o Lanaiuoli e del quartiere di via Madre di Dio, spazzati via dal cosiddetto progresso a partire dagli anni Trenta del novecento e concluso negli anni Settanta con la definitiva distruzione di interi quartieri medievali per far posto al centro direzionale della Regione Liguria. Un’area oggi quasi totalmente dismessa ed inutilizzata, una cattedrale nel deserto che resta lì a ricordarci che il progresso non è tale se non rispetta la storia, il passato.
Il ponte, oltre ad offrire una veduta incantevole verso il mare, divenne presto tristemente noto perché teatro ideale per i suicidi. Per sottrarre a questo nefasto destino il ponte, un ricco mercante genovese, Cesare Drago, intorno al 1878 fece erigere un’alta inferriata e volle rimanere nell’anonimato. Solo dopo la sua morte il Comune fece apporre una lapide a memoria e ringraziamento per il nobile gesto.
La cima della collina di Carignano era ed è dominata dall’imponente basilica di Carignano fatta costruire su commissione della famiglia Sauli, la cui prima pietra fu posta il 10 marzo del 1552.
Il ponte fu eretto proprio per fornire un accesso frontale alla basilica.
Il quartiere è profondamente cambiato nell’800: orti e ville hanno ceduto il passo ai palazzi signorili che ancora oggi caratterizzano il quartiere. Le La bella villa Figari, ben visibile dal sottostante Corso Aurelio Saffi fu fatta costruire nel 1875 da Federico Mylius e con essa nel XIX Secolo nacquero piazza Carignano, via Fieschi, corso Andrea Podestà e via Corsica. Nel 1825 su volontà di Carlo Barabino fu progettato il parco dell’Acquasola, un camminamento tra ippocastani dotato (allora) di un laghetto artificiale e di un teatro.
Sempre nell’Ottocento venne edificata anche Villa Croce, oggi sede del Museo d’Arte Contemporanea di Genova, con uno splendido parco aperto al pubblico e che offre una suggestiva vista sulla città e sulla zona della Fiera del Mare.

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