Categoria: Itinerari

Palazzo Doria Pamphili Genova

Verso la stazione marittima, fronteggiata dalla strada sopraelevata (croce e delizia del capoluogo ligure), si affaccia il prospetto sud di Palazzo Doria Pamphili, villa cinquecentesca cui sono legate le vicende storiche di due grandi personaggi della storia genovese: Andrea Doria, committente della villa e grande condottiero che nel 1528 portò in dote l’indipendenza alla città grazie all’alleanza con Carlo V, e Perin del Vaga, già collaboratore di Raffaello, arrivato a Genova nel 1528. La zona su cui sorge la villa era originariamente fuori le mura della città: fu qui che Andrea Doria volle costruire una villa che celebrasse la sua grandezza. Principale responsabile dell’opera fu Perin del Vaga il quale, coadiuvato da una vera e propria equipe, la portò a compimento nel 1533, anno in cui la costruzione ospitò proprio Carlo V s’Asburgo. Negli anni e nei secoli successivi vennero apportate diverse modifiche che diedero alla villa un accesso diretto al mare, il giardino e le terrazze. Lo sviluppo della città privò il complesso di vaste aree che, a partire dalla fine dell’ottocento, divennero parte integrante della città in grande espansione. LA VISITA Se l’esterno della villa è fortemente caratterizzato dai giardini, l’interno sin dall’atrio d’ingresso sorprende il visitatore grazie agli affreschi di Perin del Vaga, che proprio nella prima stanza visitabile raffigurò la Storia dei re di Roma e i Trionfi militari. Nel pennacchio in asse con il portone d’ingresso Perin...

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San Salvatore di Cogorno basilica dei Fieschi

I Fieschi (992 – 1547) furono un’illustre famiglia ligure nominata signora di Lavagna (per la precisione conti) da Federico Barbarossa: la famiglia diede i natali a diversi personaggi illustri tra cui Innocenzo IV, Adriano V e Santa Caterina da Genova. La famiglia possedeva terre e palazzi a Lavagna e nella zona appenninica retrostante la cittadina: di tutti i possedimenti solo il borgo di San Salvatore di Cogorno è giunto fino a noi in buone condizioni. Si tratta di un piccolo borgo medievale, raccolto attorno alla scenografica piazzett,a che ospita da un lato i resti di un palazzo comitale e dall’altro la basilica di San Salvatore.   LA BASILICA E’ il monumento più insigne del borgo, risalente alla metà del XIII secolo, fondata da Sinibaldo Fieschi (futuro papa Innocenzo IV) e terminata da Ottobono Fieschi (papa Adriano V). Lo stile è una commistione di romanico e gotico, con abbondante utilizzo di pietra di lavagna alternate a strisce di marmo bianco. Al centro della facciata si apre un ampio rosone in marmo bianco a colonne concentriche con archetti gotici e romanici. L’interno è a croce latina a tre navate. La centrale, più alta, gotica in pietra di lavagna, poggia su sei colonne rotonde e due mezze su base attica. Il soffitto della navata centrale e delle laterali è in legno di abete a capanna. Quelli del presbiterio, le absidi e il transetto sono...

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Ente parco del Beigua

Il parco del Beigua è un perfetto concentrato di tanti panorami tipici della Liguria: montagne imponenti affacciate sul mare, a creare quel mosaico di verde e azzurro che affascina i tanti visitatori che arrivano nella regione. Il territorio del Parco è costituito da un gruppo montuoso che si erge nell’immediata entroterra tra Varazze e Voltri, arrivando a raggiungere i 1.287 metri sul livello del mare del proprio sulla vetta del monte omonimo. Ma sono addirittura 26 i chilometri di crinali che in larga parte si snodano parallelamente alla linea di costa, passando per le cime del Reixa (1.183 m.), del Rama (1.148 m.) o dell’Argentea (1.082 m.), che costituiscono un vero e proprio spartiacque tra il Mediterraneo e la val Padana. Sono addirittura 10 i comuni a cavallo dell’appennino il cui territorio è interessato dal parco, entità non solo virtuale ma di grande importanza effettiva per la protezione della grande biodiversità di queste zone: passeggiando (magari nella neve invernale) sull’alta via dei monti liguri che attraversa tutto il territorio del parco, può capitare di incontrare lupi e volpi mentre lo sguardo spazia dalle Apuane fino alle alpi, passando per il profilo confuso del nord della Corsica all’orizzonte. Ambiente unico e di grande suggestione anche per i tanti ambienti che si alternano, a volte nel giro di poche centinaia di metri: si passa dalla tipica macchia mediterranea delle zone vicino al mare agli ambienti alpini...

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Parco Capanne di Marcarolo

Immediatamente a ridosso del genovesato, nel cuore dell’appennino ligure (anche se interamente in territorio piemontese), sorge il parco delle Capanne di Marcarolo, istituito tramite una legge della regione Piemonte a partire dal 1991. La genesi del parco fu piuttosto sofferta, a causa del malcontento delle popolazioni locali che riuscirono a ridurre il territorio del parco dai 12.000 ettari iniziali agli attuali 8.000: i territori interessati ricadono nei territori comunali di Bosio,Casaleggio Boiro, Lerma, Mornese, Tagliolo Monferrato e Voltaggio, tutti come detto in provincia di Alessandria. Il fascino del parco non è legato a particolari monumenti storici o bellezze naturali, ma deriva dal legame ancora intatto con la storia e le tradizioni contadine e da un’eccezionale biodiversità: il Parco rappresenta un unicuum, l’appennino a pochi chilometri in linea d’aria dal mar Ligure a sud e dalla pianura padana a nord. Ecco quindi che in poche centinaia di metri possono alternarsi ambienti tipicamente mediterranei sul versante sud e praterie alpine spazzate dai venti sui crinali esposti a nord. Particolarmente caro ai genovesi che da sempre vengono da queste parti ‘in villeggiatura’ estiva, il parco rappresenta una preziosissima risorsa idrica grazie ai numerosi corsi d’acqua e agli invasi che alimentano gli acquedotti che dissetano il capoluogo ligure: i laghi della Lavagnina, Badana, Lungo, Bruno sono tutti visitabili grazie a comodi sentieri di accesso e, in alcuni casi, sono una valida alternativa alle affollate spiagge estive...

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Bussana Vecchia Sanremo

Il 23 settembre del 1887 la storia di Bussana, antico e sonnacchioso borgo nell’entroterra di Sanremo, mutò radicalmente: un violento terremoto distrusse irrimediabilmente la maggior parte delle abitazioni insieme al castello e alla chiesa della piccola comunità ligure. Dopo alcuni anni trascorsi in abitazioni di fortuna i pochi abitanti rimasti abbandonarono definitivamente il borgo che venne chiuso dal comune di Sanremo. Per oltre 60 anni il paese rimase completamente abbandonato, finchè alla fine degli anni ’60 Mario Giani, un ceramista torinese, dopo aver visitato il borgo propose la fondazione di una comunità di artisti regolata da una sorta di ‘costituzione’ imperniata sulla comune proprietà delle abitazione restaurate: nessuno poteva vantare su queste diritti privati, ma solo la possibilità di utilizzarle per attività artistiche. Era inoltre vietata la vendita delle proprie opere. In pochi anni, grazie all’afflusso di artisti da ogni parte del mondo, Bussana Vecchia rinacque e nel corso degli anni ’70 la rinascita venne consolidata con vere e proprie ‘grandi opere’ quali l’allacciamento all’acquedotto e la realizzazione dell’impianto fognario. Il rovescio della medaglia di questo grande sviluppo è l’allontanamento dagli ideali ‘primigeni’ tanto che negli anni ’80 nasce la Nuova comunità Indernazionale degli artisti che si propone di dare vita ad una cooperativa che promuova l’attività degli artisti residenti nel borgo.� Oggi Bussana Vecchia è un antico borgo, caratterizzato da scorci drammatici ed animato da fiorenti laboratori artistici: il fascino...

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