E’ il 1902 quando il campanile di San Marco, della cui esistenza abbiamo notizie fin dal IX secolo, crolla miseramente su se stesso. Il 14 luglio 1902, per l’esattezza, data che i veneziani condividono con i francesi che, in quel giorno, celebrano un altro celeberrimo crollo: quello dell’Ancient Regime. La storia del Paron de casa, come viene chiamato dai veneziani, è costellata di momenti magici (come quello in cui Galileo Galilei dimostrò il funzionamento del suo cannocchiale proprio da qui) ma anche da cedimenti, fulmini, incuria. La stessa incuria che portò la burocrazia sabauda del neonato Regno d’Italia a sottovalutare ed ignorare gli allarmi sullo stato precario della struttura, nonché ad avviare dei lavori di rifacimento della copertura in piombo della loggetta, vero e proprio colpo di grazia all’intera costruzione.
Dopo i danni provocati dai lavori, non restò che osservare impotenti il progressivo e veloce deteriorarsi dell’intera struttura che, in pochi giorni, crollò su se stessa. La notizia fece il giro del mondo, destando ovunque grande scalpore. E se l’invenzione di cineprese e cellulari era ancora lungi dal verificarsi, qualcuno pretese di aver scattato una foto del momento del crollo: si diffusero così alcuni fotomontaggi che, oggi, vengono conservati con attenzione.

Esattamente com’è conservata oggi presso la libreria del Senato americano la sottostante foto che testimonia dei lavori di ricostruzione del campanile, il 27 febbraio 1911.
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