In pochi forse sanno che la birra di Busalla (o di Savignone) occupa l’ottavo posto nella lista alfabetica dei prodotti tipici agroalimentari ufficialmente riconosciuti della Liguria, così come riportato nella quattordicesima revisione dell’elenco dei prodotti tipici italiani pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale, dal Ministero delle politiche agricole. Non male per un prodotto che, pur vantando natali decisamente antichi, ha vissuto 70 lunghi anni di oblio durante il corso del ‘900.
Di birra a Busalla si comincia infatti a parlare negli ultimi anni dell’800, precisamente nel 1878, quando due “foresti”, gli imprenditori svizzeri Pomer e Rau, decidono di tentare la fortuna portando la birra in Italia, proprio a Busalla. Nel 1906 l’attività venne rilevata da imprenditori italiani che, tuttavia, a seguito della crisi provocata dalla Prima Guerra Mondiale e dall’altro conflitto che si profilava all’orizzonte, interruppero l’attività nel 1929. Di birra a Busalla si ricomincia a parlare nel 1999, quando i locali dell’antica fabbrica vengono ristrutturati e riaperti grazie al nuovo microbirrificio, il primo del genere in Liguria, e al rinascere di una passione, quella per la birra, che gonfia le vele della nuova attività. Oggi è possibile assaggiare le birre di Busalla, magari abbinandole a qualche specialità servita nel brewpub / ristorante annesso.

 

Salva