Oltrepassati Lovere ed il comune di Costa Volpino si passa sulla sponda bresciana del lago e si ricomincia la discesa verso la zona meridionale del Sebino: il primo centro abitato che si incontra è Pisogne, il cui sviluppo è dovuto alla posizione geografica particolarmente felice, a cavallo tra la Val Camonica e l’area lacustre del lago d’Iseo, sull’asse viario che porta verso la bassa bresciana e bergamasca.

LE MINIERE
Le montagne alle spalle di Pisogne sono ancora oggi particolarmente ricche di ferro: circa una settantina di miniere erano attive nei secoli passati sin dall’epoca del ferro, ed oggi (dopo che dal 1966 è stata interrotta definitivamente ogni attività estrattiva), presso l’abitato di Pontasio di Pisogne,  è possibile visitare la Miniera Quattro Ossi, dove si estraeva siderite, grazie alle visite guidate del Gruppo Speleo Montorfano. La maggior parte delle gallerie è stata scavata a mano, dando vita ad un percorso affascinante di circa 1 ora e 30 minuti. Le visite già inserite in calendario per il 2018 sono previste per diverse domeniche dell’anno: il 13 maggio, 17 giugno, 15 luglio, 5 agosto, 9 settembre, 7 e 28 ottobre.
Per contattare direttamente il Gruppo Spelo Montorfano è possibile chiamare nelle ore serali Franco Di Prizio al 389.15.26.891.

L’abitato di Pisogne ha il suo centro nella piazza del Mercato, uno spazio pubblico aperto verso il lago e caratterizzato dalla bella torre del Vescovo risalente al 1200, monumento che testimonia dell’epoca in cui, a causa delle lotte fra Bergamo e Brescia, il borgo era stato distrutto e fortificato a più riprese.
Tra gli edifici sacri spicca la chiesa di Santa Maria della neve.

Santa Maria della neve, Pisogne | Foto Stefano Massari

Ccomposta da una sola aula con abside, la chiesa, un mix di elementi romanici, gotici e rinascimentali (molto bello il portale di accesso), ospita uno straordinario ciclo di affreschi ad opera di Gerolamo Romanino, risalenti al 1534 e facenti riferimento al tema della Incarnazione della Passione. Gli affreschi sono considerati talmente importanti che Santa Maria della Neve viene definita “La Sistina dei poveri”.

Santa Maria della Neve, Pisogne, affreschi di Girolamo Romanino | Foto Stefano Massari

La chiesa è visitabile durante tutto l’arco dell’anno, con giorno di chiusura il lunedì. Imperdibile anche S. Maria in Silvis, edificio del XV secolo, tipica pieve rustica di questi luoghi realizzata sopra una presistente chiesa medievale. All’interno affreschi di Pietro Da Cemmo.

Al Romanino è dedicato anche un monumento sul lungolago: 10 pilastri disposti a semicerchio su cui campeggia una frase pronunciata da Renato Guttuso, in occasione di un suo discorso sull’artista Rinascimentale pronunciato per una mostra tenutasi a Brescia nel 1965.

L’INQUISIZIONE E LE STREGHE
La Val Camonica, come avvenne in molte vallate di montagna, fu teatro di una sanguinosa lotta contro le streghe a cavallo tra secolo XIV e XV: qui, nonostante la diffusione del Cristianesimo fosse iniziata già un millennio prima, erano in quei secoli ancora particolarmente radicate credenze e tradizioni pagane che furono individuate come obiettivo primario dagli Inquisitori. Isolamento, malattie ed ignoranza delle popolazioni contribuirono a rendere i Camuni ancor più sospetti. Sinarra che a Pisogne, nel 1518, siano state arse vive 8 donne accusate di stregoneria: in pochi anni, in val Camonica, vennero poste sul rogo una sessantina di donne ed una ventina di uomini.

SCIARE A DUE PASSI DAL LAGO
A 12 chilometri da Pisogne, sotto lo sguardo attento del monte Guglielmo, si trova la Val Palot, un piccolo paradiso alpino che consente di usufruire degli impianti sciistici realizzati alcuni decenni fa. In poche decine di minuti passerete dalle acque del lago alle nevi delle prealpi bresciane!

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