Osteria il Campaccio

 

Vicolo del Campaccio, 2
53100 Siena (SI)
TEL. 057740212

www.osteriailcampaccio.it

Nel cuore di Siena, un locale vissuto come in una famiglia senese. E non è un caso se abbiamo inaugurato l’Osteria il 1 dicembre 2004, giorno nel quale Siena festeggia Sant’Ansano il patrono della città. Noi non siamo un Osteria tipica, parola il cui uso disinvolto è riuscito ad omologare qualsiasi offerta culinaria, soprattutto nelle città che possono vantare grandi tradizioni.  Noi ci presentiamo come Osteria senese e non solo perchè chi la gestisce e ci lavora è nato, cresciuto ed è residente a Siena ma principalmente perchè la gran parte dei prodotti che utiliziamo sono di produzione locale. Noi mettiamo a disposizione del cliente tutte le informazioni necessarie per sapere cosa c’è nel piatto che presentiamo, anche attraverso l’indicazione dei nostri fornitori.

Cucina

Siena è una città bellissima, dal glorioso passato, un tessuto urbanistico medievale pressochè intatto, si possono ammirare opere d’arte non solo nei musei ma anche camminando semplicemente per le strade tortuose e nei vicoli. In fatto di cucina però qui tutto è tipico, tutto è medievale, tutto è tradizione. La parola “cucina tipica” è una definizione che non ha più il suo originario valore. Ha forse un senso cucinare tipico con carni che hanno fatto qualche migliaio di chilometri? E’ forse tipico cucinare con olii di cui ignoriamo la provenienza? E’ forse tipico cucinare con aglio proveniente dalla Cina? Può essere banale ma noi intendiamo cucinare come parliamo. E se non è sempre possibile avere materie prime provenienti in un raggio di trenta chilometri come può essere la carne di manzo, almeno ci preoccupiamo che il percorso dalla macellazione alla cucina sia il più breve possibile ed è per questo, per sempio, che utilizziamo solo manzi e vitelli europei.
Attualmente la grande distribuzione legata alla ristorazione può offrire di tutto a prezzi molto concorrenziali e per il ristoratore ciò rappresenta oltre che un reale risparmio di denaro è anche una grande risparmio di tempo per impiegato per “fare la spesa”. Noi ci domandiamo se ha un senso far mangiare carne di agnello o di maiale ad un turista americano, milanese o romano proveniente dalla Nuova Zelanda o dall’Argentina, cucinato con un olio spagnolo o marocchino, quando nella campagna senese vi sono (ancora per fortuna) allevatori di maiali e agnelli e agricoltori che fanno olio ottimo. Immaginiamo il turista assorto a vedere la Maestà di Duccio di Buoninsegna e poi voglioso di assaggiare un piatto locale recarsi in un ristorante e inconsapevolmente mangiare come “tipico” una materia prima che proviene proprio da dove lui è partito. Al di là del nome del piatto tradizionale del posto, esiste un prodotto da cucinare ed una persona che lo cucina che devono per forza di cose avere più affinità possibili. Una memoria ed una identità che devono essere condivise insieme dalla materia prima e dal cuoco. La nostra cuoca, Laura Massoni è una insegnante di lettere in pensione con la passione della cucina ereditata dalla mamma e dalla nonna. Non importa se il nome del piatto non rientra nella tradizione senese è importante per noi che il bagaglio culturale gastronomico di chi cucina sia profondamente legato a quella tradizione casalinga ed antica e che la materia prima sia il più possibile rappresentativa del territorio dove quella tradizione si è perpetuata
Inoltre riteniamo in ugual misura importante il rapporto con il cliente da un punto di vista dell’ accoglienza “locale”. Con questo vogliamo dire che il cliente deve trovare nella nostra Osteria qualcuno che possa fornirgli tutte le informazioni utili su quello che sta per ordinare e che questo qualcuno possa corrispondere al meglio l’interesse del cliente verso gli aspetti sociali e culturali della nostra città, dal Palio, alla storia o al semplice colloquiare dei problemi cittadini. Il ristorante per noi non è solo un luogo dove riempirsi la pancia, ma un punto di incontro, di convivialità e di scambio di opinioni. E’ anche per questo motivo che raramente facciamo più di un turno per pranzo e cena, sebbene i posti siano in numero limitato. Vogliamo offrire al cliente un’atmosfera casalinga e informale nel quale possa trovarsi a suo agio, senza imporgli la fastidiosa sensazione di dover liberare il tavolo per un altro cliente.

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