Considerato il più antico dei palazzi che fanno bella mostra di sé in via Garibaldi, la “Strada Nuova” venne costruito fra il 1530 e il 1540 su commissione di Luca Grimaldi, illustre membro di una delle famiglie genovesi più in vista. La zona all’epoca non era ancora urbanizzata come la vediamo oggi, il fabbricato aveva un aspetto piuttosto semplice ed era situato proprio di fronte alla salita che conduceva alla chiesa di San Francesco di Castelletto, verso la quale era rivolto anche il Palazzo della Meridiana.
Dopo la morte di Luca l’immobile passò ad un nuovo proprietario, ma, nonostante i lavori fatti eseguire dal nuovo padrone, l’immobile mantenne un aspetto piuttosto modesto, tanto da non essere annoverato da Rubens tra i palazzi da lui annoverati nella pubblicazione che catalogava le dimore più grandiose di Genova nel 1622. Dell’originaria dimora, oggi abbiamo possiamo ammirare solo le due statue di Giove e Giano, opera di Pierre Franqueville. La proprietà. a partire dal 1658 la proprietà passò alla famiglia De Franchi per essere ceduta nel 1711, a copertura di un debito contratto con la medesima, a Maria Durazzo Brignole Sale. Fu in seguito a questo passaggio di mano che venne avviata la completa ricostruzione dell’edificio, con la fronte orientata su Strada Nuova, così come ci si presenta oggi. Gli stucchi della facciata esterna così come i cornicioni interni ed alcuni salotti, furono realizzati da Taddeo Cantone; Antonio Maria Muttone fu invece autore degli stucchi di altri quattro ambienti.
Secondo le volontà testamentarie di Maria Durazzo Brignole Sale, palazzo Bianco, denominato così da allora per distinguerlo dall’altro palazzo nobiliare della famiglia, Palazzo Rosso andò al secondogenito Gio Giacomo, per poi passare al fratello minore, Giuseppe Maria. Dopo una serie di passaggi, si susseguirono diversi affittuari-collezionisti, che, fra il Settecento e l’Ottocento, arricchirono la dimora di importanti raccolte artistiche, le cui descrizioni si trovavano nelle guide dell’epoca poiché a disposizione di visitatori amanti dell’arte..
Infine, nel 1884, il Palazzo fu donato per testamento dalla duchessa di Galliera, Maria Brignole Sale De Ferrari, al Comune di Genova, insieme ad un ragguardevole nucleo di opere antiche e moderne. Da qui in poi il Palazzo Bianco diventa fulcro, con gli altri palazzi di Strada Nuova, della nascita e crescita dei musei civici genovesi.

All’interno del Museo di Palazzo Bianco si può oggi ammirare un importante raccolta di pittura europea, italiana e genovese dal XVI al XVIII secolo: Caravaggio, Veronese, Hans Memling, Gerard David, Jean Provost, Rubens, Van Dyck, Steen, Vouet, Lancret, Zurbaràn, Murillo, tra i genovesi dal Cinquecento al Settecento Magnasco, Cambiaso, Strozzi, Piola.

 

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