Palazzo Stefano Balbi, detto Palazzo Reale di Genova, è uno dei 42 palazzi dei Rolli genovesi inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità e, per questo, tutelati dall’Unesco. Costruito nei primi decenni del ‘600, allorquando in città si costruì un nuovo asse viario che, dall’attuale zona compresa tra la Commenda di Pre e Principe, collegasse a piazza dell’Annunziata, il Palazzo appartenne dapprima alla famiglia Balbi che diede il nome al Palazzo e alla via prospiciente, quindi venne venduto ai Durazzo nel 1677, ceduto ai Savoia nel 1823 (da qui la denominazione di “Reale”) ed infine passato al demanio statale nel 1919.
Le vicende che caratterizzarono la vita del palazzo ne fanno una tipica dimora aristocratica realizzata secondo gli stili delle diverse epoche che nella sua storia ha attraversato: se la fondazione avvenne in piena epoca barocca, fu poi rimaneggiato secondo il gusto neoclassico dai Durazzo e completato infine dalla famiglia Savoia nell’Ottocento. Il complesso rappresenta oggi uno dei palazzi genovesi che meglio hanno conservato sia le decorazioni architettoniche che il mobilio e gli arredi: durante la visita al polo museale offi realizzato nei suoi spazi è infatti possibile ammirare i differenti ambienti con le loro decorazioni originali, compresi preziosi affreschi e una quadreria di grandissimo valore, dovuti quasi in toto ai secondi proprietari del Palazzo, i Durazzo, nonché mobili e arredi delle differenti epoche.
Tra gli artisti più importanti chiamati a decorare o ad arricchire il palazzo con le loro opere troviamo Van Dyck, Tintoretto, Il Guercino, il Grechetto, Bernardo Strozzi.
La storia della famiglia Balbi, cui si deve la costruzione di Palazzo reale, è esemplificativa della storia genovese tra ‘500 e ‘600: di umili origini, provenienti dall’entroterra, i Balbi, originariamente denominati Cepollina, fecero fortuna grazie al commercio della seta, passando poi dal commercio di tessuti alla finanza, attività che suggellò il loro ingresso nell’alta aristograzia genovese, coronato dalla costruzione della dimora patrizia.

CURIOSITÁ
Tra le curiosità il cosiddetto “Ponte Reale”, un camminamento che, attraversando l’attuale via Gramsci, conduceva dal Palazzo fino al vecchio porto di Genova: il ponte fu abbattuto nel 1964 per fare posto alla Sopraelevata, croce e delizia degli ultimi decenni di storia della viabilità cittadina.
Nel ‘700, per opera di Eugenio Durazzo, venne annesso al Palazzo il teatro del Falcone, nato circa un secolo prima come spazio teatrale ad uso dell’aristocrazia cittadina. Fino alla costruzione del teatro Carlo felice fu luogo di importanti rappresentazioni: fu qui che, nel 1825, Niccolò Paganini pronunciò il celebre “Paganini non ripete” all’indirizzo del re Carlo Felice che richiedeva un bis, diniego che valse al violinista l’espulsione dal Regno. Bombardato e gravemente lesionato durante il scondo conflitto mondiale, il teatro venne abbattuto: sulle sue ceneri, oggi, è rinato uno spazio espositivo per mostre ed eventi.

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