Il culto di San Giorgio, che pure non è il santo patrono della città, ha origini antichissime, che si perdono nella storia millenaria di Genova: pare che già i bizantini, che controllarono la città fino all’anno Mille, venerassero san Giorgio e che questo culto si rafforzò durante l’epoca delle Crociate, che vide il capoluogo ligure come protagonista. Giorgio era un cavaliere che liberò la citta libica di Selem da un’orrendo drago, cui ogni giorno la città doveva fornire un uomo o una donna come pasto. Quando toccò alla figlia del re essere data in pasto al drago, Giorgio propose di uccidere la bestia, in cambio di una conversione di tutti gli abitanti al cristianesimo: l’accordo arrivò e la città venne liberata, come raccontano centinaia di raffigurazioni pittoriche della leggenda
AL santo è dedicato uno dei palazzi più antichi della città, sicuramente centrale nella vita della città in epoca medievale, posto all’estremità est di piazza Caricamento. É un luogo denso di storia: ha ospitato il primo istituto bancario dell’Italia comunale (il banco di S.Giorgio appunto) e proprio nelle sue prigioni si dice che Marco Polo abbia dettato a Rustichello da Pisa il suo famoso libro “Il Milione”.
Fu costruito da Guglielmo Boccanegra nel 1260, come sede del comune ed è caratterizzato dalla convivenza, in un unica struttura, di due parti completamente differenti: quella che affaccia verso il centro cittadino ad est, tipicamente duecentesca, e quella che affaccia verso il mare, ad ovest, di impronta rinascimentale: la facciata sud è impreziosita da begli affreschi, tra cui un celebre San Giorgio a cavallo che uccide il drago. Gli affreschi sono stati letteralmente ricalcati nel XX secolo su quanto restava in facciata degli affreschi originari, di Lorenzo Tavarone. Dal 1903 è sede dell’autorità portuale.

Curiosi gli aneddoti, imperniati sulla figura di San Giorgio e sull’omonima bandiera, che legano indissolubilmente Genova all’Inghilterra: l’efficacia delle galee genovesi nel difendersi dagli attacchi dei pirati saraceni era tale che, per mettere al riparo le proprie navi, l’Inghilterra chiese alla città ligure il diritto di utilizzo della sua bandiera, una croce rossa in campo bianco, che da sola poteva socrraggiare gli attacchi. Tale diritto venne pagato annualmente per secoli.

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