Costruito nel periodo di massimo splendore della città, il cosiddetto Secolo dei Genovesi, Palazzo Doria Tursi ospita le sale di rappresentanza del Comune di Genova ed al suo interno si trovano numerose opere d’arte che costituiscono la prosecuzione della Pinacoteca di Palazzo Bianco.
Nelle sue sfarzose sale si trovano opere celebri come il Guarneri del Gesù, violino appartenuto a Paganini, oltre ad una ragguardevole esposizione di opere d’arte figurativa, una rassegna di maioliche liguri datate tra il XVI e il XVIII secolo, meravigliosi arazzi e la raccolta delle monete, dei pesi e delle misure ufficiali dell’antica e celeberrima Repubblica di Genova.
Il 13 luglio del 2006, insieme ad altri 41 edifici cittadini, è stato inserito nella lista dei palazzi dei Rolli di Genova, tutti facenti parte dei beni Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. 
Il palazzo fu costruito a partire dal 1565 da Domenico e Giovanni Ponzello per commissione di Niccolò Grimaldi, detto “il Monarca” per il novero di titoli nobiliari di cui si fregiava oltre ai crediti finanziari che vantava verso Filippo II, di cui era il più importante banchiere. Si tratta del più imponente degli edifici nobiliari di Via Garibaldi, fu Strada Nuova, edificato su tre lotti di terreno, dotato di due ampi giardini a contorno del corpo centrale. Le logge che affacciano sulla via furino edificate nel 1597, quando proprietari divenne Giovanni Andrea Doria, che lo acquistò per il figlio cadetto Carlo, Duca di Tursi, da cui prese il nome che conserva tutt’oggi. E’ sede di rappresentanza del Comune di Genove dal 1848.
Sulla sua facciata si alternano i tre colori che costituiscono i materiali di pregio con cui è stata realizzata, ovvero la pietra di Finale, rosa, l’ardesia nera ed il pregiato marmo di Carrara dal classico colore bianco. Sul portale marmoreo spicca lo stemma di Genova.
Le decorazioni, così come le collezioni di dipinti e gli affreschi che fanno bella mostra di sé al suo interno, sono a testimonianza del fatto che il palazzo rappresenti il culmine del fasto residenziale dell’aristocrazia genovese. Un giardino interno collega l’edificio a Palazzo Bianco con il quale fa parte del polo museale genovese. Al suo interno le ultime sale della galleria del museo con la pittura genovese tra il XVII e il XVIII secolo, la meravigliosa Maddalena Penitente di Antonio Canova, la collezione numismatica e quella di maioliche genovesi.
Infine, nella sala dedicata a Niccolò Paganini, sono visibili il prezioso violino costruito dal liutaio italiano Bartolomeo Giuseppe Antonio Guarneri e appartenuto a Niccolò Paganini, noto come Il Cannone, oltre alla la copia del medesimo violino costruita dal liutaio francese Jean-Baptiste Vuillaum, a Parigi 1834 per Paganini e appartenuta a Camillo Sivori.

 

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