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	<title>Carnevale 2012 Offerte vacanze programma carnevale 2012 in Italia&#187; Lazio</title>
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		<title>Azienda Agricola Re Porsenna</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 08:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Roma, 8 01017, Tuscania (Vt) Tel: 327. 4789627 Mail: info@reporsenna.com L&#8217;azienda L&#8217;Azienda Agricola Re Porsenna, fondata nel 2009,  si estende su di una superficie di circa 20 ettari, nella zona di Montefiascone (VT). La produzione di questa azienda è molto completa. Il territorio è suddiviso in vari appezzamenti su cui insistono un uliveto di circa 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/azienda-agricola-olio/6277/327810_253460591372196_100001247725719_766128_87409937_o" rel="attachment wp-att-7233"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7233" title="Re Porsenna" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/12/327810_253460591372196_100001247725719_766128_87409937_o-120x120.jpg" alt="Azienda agricola, azienda agricola olio, vini pregiati" width="120" height="120" /></a>Via Roma, 8</p>
<p>01017, Tuscania (Vt)</p>
<p>Tel: 327. 4789627</p>
<p>Mail: info@reporsenna.com</p>
<p><strong style="color: #ff0000; text-align: justify;">L&#8217;azienda</strong></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Azienda Agricola Re Porsenna</strong>, fondata nel 2009,  si estende su di una superficie di circa 20 ettari, nella zona di Montefiascone (VT).</p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di questa azienda è molto completa. Il territorio è suddiviso in vari appezzamenti su cui insistono un <strong>uliveto</strong> di circa 5 ettari e un <strong>vigneto</strong> di circa 10. Una parte del terreno è destinato ad una <strong>piccola coltivazione di alberi da frutta</strong> (ciliegie e albicocche) per la produzione di confetture e al <strong>pascolo di bovini</strong> da carne e suini. Inoltre è in corso una selezione di ovini per la produzione di <strong>formaggi freschi e stagionati</strong> e di galline livornesi per la produzione di <strong>uova da bere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli animali sono nutriti con cibi genuini prodotti dalla stessa azienda e con orzo e avena coltivati  in un appezzamento di terreno di 3 ettari di proprietà di re Porsenna in Val D&#8217;Agri. Non fanno ovviamente uso di mangimi contenenti ormoni, farine di origine animale e OGM.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Rispetto di leggi, codici e regolamenti vigenti</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Re Porsenna riconosce il proprio grado di responsabilità e si impegna  a rispettare le normative nazionali e internazionali, nonché le prassi generalmente riconosciute.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>&#8220;<strong>Principio di Precauzione</strong>&#8220;, in caso di dubbio sull’innocuità per l’ambiente o per la salute di un prodotto o di un metodo di produzione, la dimostrazione della non nocività deve essere a carico del produttore</li>
<li>&#8220;<strong>Sovranità Alimentare</strong>&#8221; intendiamo il diritto all&#8217;autodeterminazione  delle proprie scelte nei settori della produzione, della distribuzione e del consumo di alimenti per garantire il diritto di ogni individuo a un’alimentazione sufficiente e sana</li>
<li>&#8220;<strong>Diritto all’alimentazione</strong>&#8221; è un diritto umano fondamentale, saldamente fondato sul diritto internazionale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Mission</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impegno dell&#8217;Azienda Agricola Re Porsenna è quello di realizzare prodotti alimentari, offrendo ai consumatori un’<strong>alimentazione nutrizionalmente equilibrata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Onestà, trasparenza, innovazione, responsabilità sociale e ambientale sono i valori, che Re Porsenna porta avanti nella sua attività. Questa azienda lavora integrando le proprie attività di produzione nel rispetto e nella tutela degli interessi di tutti i partner e di tutti gli individui con cui si relaziona, con una particolare attenzione alla <strong>salvaguardia dell&#8217;ambiente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impegno nei riguardi della Terra, è volto a salvaguardarne l’abbondanza e la bellezza per le generazioni presenti e future. Re Porsenna si impegna in ogni fase del suo agire ad applicare <strong>criteri di cautela e un approccio preventivo nei riguardi dell’ambiente</strong> e della sua biodiversità. Promuovere iniziative per una maggiore responsabilità ambientale aziendale, a prestare attenzione ad ogni forma di innovazione che consenta di ridurre l’impatto del proprio agire sull’ ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Prodotti</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il metodo di lavorazione di uve e olive per la produzione di olii e vini, cioè la &#8220;<strong>spremitura a freddo</strong>&#8220;, pongono il più attento sforzo per assicurare un risultato ottimale nel rispetto delle proprietà organolettiche del prodotto. I loro macchinari, che eliminano ogni impurità e residuo della raccolta, sono stati brevettati per garantire la sicurezza di un prodotto di qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli<strong> Olii dell&#8217;Azienda Agricola Re Porsenna</strong> hanno proprietà organolettiche irripetibili in altre zone d&#8217;Italia: il gusto fruttato intenso, ma delicato con bassissima acidità permane dopo la lavorazione grazie all&#8217;impiego di metodi classici, artigianali ed in frantoi di proprietà, a freddo su esclusiva prima spremitura garantita e certificata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vini pregiati</strong> prodotti da Re Porsenna sono:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Vino da tavola bianco EST EST EST</li>
<li style="text-align: justify;">&#8220;Servo Martino&#8221;, un vino limpido dal colore paglierino brillante di corpo armonico, asciutto, prodotto con uve di trebbiano giallo &#8211; 11,5% in volume. Si vende in piccole damigiane in vetro da 5 Lt.</li>
<li style="text-align: justify;">&#8220;Cavalier Defuk&#8221;, un vino dal colore rubino intenso, dal sapore corposo ma gradevole, ottenuto da vitigni Sangiovese e Montepulciano &#8211; 12,5% in volume. Si vende in piccole damigiane in vetro da 5 Lt.</li>
</ul>
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		<title>Pecorino romano 1 Kg</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 10:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Prezzo: € 23,00 * *spese di trasporto escluse Clicca qui per l&#8217;acquisto La zona dell&#8217;Agro Romano è la culla di un formaggio di pecora prodotto fin dai tempi preistorici. Alimento indispensabile degli antichi Romani e delle loro legioni, è ancora oggi un formaggio molto popolare che viene anche esportato all&#8217;estero. Ha ottenuto la DOC, Denominazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/pecorino-romano-formaggio-di-pecora/7089/pecorino-romano-1-kg-circa-1380911" rel="attachment wp-att-7090"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7090" title="Pecorino romano 1 Kg" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/12/pecorino-romano-1-kg-circa-1380911-120x120.jpg" alt="Pecorino romano, formaggio di pecora" width="120" height="120" /></a>Prezzo: € 23,00 *</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ff6600;"><strong>*spese di trasporto escluse</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ff6600;"><strong><a title="Pecorino romano" href="http://ad.zanox.com/ppc/?17176659C2012297085&amp;ULP=[[pecorino-romano-1-kg-circa/dettaglio/id-1380911/]]" target="_blank">Clicca qui per l&#8217;acquisto</a></strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/pecorino-romano-formaggio-di-pecora/7089/spacer-23" rel="attachment wp-att-7092"><img class="alignnone size-full wp-image-7092" title="spacer" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/12/spacer14.gif" alt="" width="12" height="12" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La zona dell&#8217;Agro Romano è la culla di un formaggio di pecora prodotto fin dai tempi preistorici. Alimento indispensabile degli antichi Romani e delle loro legioni, è ancora oggi un formaggio molto popolare che viene anche esportato all&#8217;estero. Ha ottenuto la DOC, Denominazione di Origine Controllata nel 1955, la DOP, Denominazione di Origine Protetta nel 1996 ed prodotto esclusivamente in alcune province laziali, toscane e sarde.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ottenuto con latte intero di pecore di razza Siciliana, Comisana e Sarda alimentate a pascolo naturale e la produzione è ristretta ai soli mesi da novembre e giugno perché legata ai ritmi tradizionali della transumanza. La lavorazione  è artigianale e fatta a mano. La maturazione avviene in ambienti asciutti e freschi e dura cinque mesi se destinato ad essere consumato a tavola, almeno otto per divenire cacio da grattugia. Durante la stagionatura le forme vengono accuratamente lavate con acqua e sale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine della lavorazione il pecorino si presenta in forme a facce piane, con una crosta sottile, liscia e di colore avorio e nera per la cappatura. Il sapore è aromatico e lievemente piccante nel tipo da tavola e si fa più intenso a stagionatura avanzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/pecorino-romano-formaggio-di-pecora/7089/spacer-23" rel="attachment wp-att-7092"><img class="alignnone size-full wp-image-7092" title="spacer" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/12/spacer14.gif" alt="" width="12" height="12" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;acquisto vai alla pagina <a title="Pecorino romano 1 Kg" href="http://ad.zanox.com/ppc/?17176659C2012297085&amp;ULP=[[pecorino-romano-1-kg-circa/dettaglio/id-1380911/]]" target="_blank">Pecorino romano</a></p>
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		<title>Il realismo russo nel Novecento</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:16:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contemporaneamente alla grande mostra dedicata a Rodcenko, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita un altro grande evento, una mostra dedicata al Realismo russo nel novecento che completa l&#8217;esplorazione del rapporto intercorso fra arte russa e regime sovietico. L&#8217;esposizione si basa su opere appartenenti al periodo compreso tra gli anni Venti e i Settanta, periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/il-realismo-russo-nel-novecento/6162/realismi_socialisti" rel="attachment wp-att-6163"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6163" title="realismi_socialisti" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/11/realismi_socialisti-120x100.jpg" alt="" width="120" height="100" /></a>Contemporaneamente alla grande mostra dedicata a Rodcenko, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita un altro grande evento, una mostra dedicata al Realismo russo nel novecento che completa l&#8217;esplorazione del rapporto intercorso fra arte russa e regime sovietico.<br />
L&#8217;esposizione si basa su opere appartenenti al periodo compreso tra gli anni Venti e i Settanta, periodo nel quale, soprattutto nell&#8217;ultimo decennio esplorato, il regime impose quello realista come modello unico e dominante. Tra gli artisti in esposizione segnaliamo Pimenov, Brodsky, Rublev, Palstov e Deineka.</p>
<p>REALISMI SOCIALISTI &#8211; GRANDE PITTURA SOVIETICA 1920 &#8211; 1970<br />
Dall&#8217;11 ottobre all&#8217;8 gennaio Palazzo delle Esposizioni Roma</p>
<p>News offerta da Silvercar <a title="Auto usate Mantova" href="http://www.silvercar.it">auto usate Mantova</a></p>
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		<title>Aleksandr Rodčenko Roma Palazzo delle Esposizioni</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 16:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in via Nazionale 194, ospita una grande mostra dedicata ad Aleksandr Rodčenko, uno tra i maggiori artisti dell&#8217;avanguardia russa, attivo nella prima metà del secolo scorso. Tra i fondatori del Costruttivismo, aderì in maniera quasi entusiastica al nascente regime sovietico di cui curò la propaganda: sue alcune memorabili opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/aleksandr-rodcenko-roma-palazzo-delle-esposizioni/6153/mostra_rodcenko" rel="attachment wp-att-6154"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6154" title="mostra_rodcenko" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/10/mostra_rodcenko-120x120.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in via Nazionale 194, ospita una grande mostra dedicata ad Aleksandr Rodčenko, uno tra i maggiori artisti dell&#8217;avanguardia russa, attivo nella prima metà del secolo scorso. Tra i fondatori del Costruttivismo, aderì in maniera quasi entusiastica al nascente regime sovietico di cui curò la propaganda: sue alcune memorabili opere<br />
tra cui <em>Knigi </em>(pezzo forte della mostra romana), mirabile esempio di grafica pubblicitaria ante litteram. La successiva ascesa staliniana stroncò la creatività dell&#8217;avanguardia russa. La mostra ospita anche altre celebri opere dell&#8217;artista russo: <em>Ritratto di madre</em> del 1924, <em>Gradinata</em> del 1929 (ispirato alla Corrazzata Potemkin) e <em>Tuffatori</em>.</p>
<p><strong>Aleksandr Rodčenko</strong><br />
Mostra organizzata da Moskow House of Photography Museum<br />
A cura di Olga Sviblova<br />
11 ottobre 2011 &#8211; 8 gennaio 2012<br />
palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194, Roma<br />
Tel 06 39967500</p>
<p>News offerta da Team Beschi <a title="Auto semestrali Brescia audi usate Brescia" href="http://www.teambeschi.com" target="_blank">auto semestrali Brescia Audi usate Brescia</a></p>
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		<title>Mostra Georgia O&#8217;Keeffe Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo lo straordinario successo della mostra su Edward Hopper, la Fondazione Roma rende omaggio ad un&#8217;altra icona dell&#8217;arte americana del XX secolo: Georgia O’Keeffe. Per la prima volta in Italia una grande retrospettiva storica intende esplorare il complesso universo dell’artista che, attraverso la visione delle forme naturali e architettoniche del mondo, ha cambiato il corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/mostra-georgia-okeeffe-roma/6144/okeeffe" rel="attachment wp-att-6145"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6145" title="okeeffe" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/10/okeeffe-120x120.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Dopo lo straordinario successo della mostra su Edward Hopper, la Fondazione Roma rende omaggio ad un&#8217;altra icona dell&#8217;arte americana del XX secolo: Georgia O’Keeffe. Per la prima volta in Italia una grande retrospettiva storica intende esplorare il complesso universo dell’artista che, attraverso la visione delle forme naturali e architettoniche del mondo, ha cambiato il corso della storia dell&#8217;arte moderna. Promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dalla Fondazione Roma Arte Musei con Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, Helsinki Art Museum e Arthemisia Group, in collaborazione con il Georgia O’Keeffe Museum, la mostra sarà ospitata nelle prestigiose sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla, dal 4 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012.</p>
<p><strong>Uffici Stampa</strong><br />
Arthemisia Group<br />
Ilaria Bolognesi<br />
ib@arthemisia.it &#8211; M +39 3939673674<br />
Adele Della Sala<br />
ads@arthemisia.it &#8211; M +39 345 7503572<br />
press@arthemisia.it &#8211; T +39 026596888<br />
Catalogo Skira<br />
Lucia Crespi<br />
T +39 02 89415532<br />
T +39 02 89401645<br />
lucia@luciacrespi.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Notizia offerta da Automille <a title="Auto usate Milano" href="http://www.automille.com">auto usate Milano</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra Rinascimento a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 25 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012 a Roma, presso le sale del Museo Fondazione Roma a Palazzo Sciarra Palazzo sarà ospitata una mostra dedicata al Cinquecento romano dal titolo Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello.  Dopo il successo della grande mostra dedicata al Quattrocento romano, la Fondazione Roma offre al pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tryitaly.com/index.php/mostra-rinascimento-a-roma/5994/angioletti" rel="attachment wp-att-5995"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5995" title="Mostra Michelangelo e Raffaello" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/10/angioletti-120x120.jpg" alt="Mostra Michelangelo e Raffaello Roma" width="120" height="120" /></a><strong>Dal 25 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012 a Roma</strong>, presso le sale del Museo Fondazione Roma a Palazzo Sciarra Palazzo sarà ospitata una mostra dedicata al Cinquecento romano dal titolo <strong>Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il successo della grande mostra dedicata al Quattrocento romano, la Fondazione Roma offre al pubblico un’affascinante retrospettiva sulla Roma del Cinquecento per indagare e approfondire, per la prima volta, tutti gli aspetti artistici, architettonici e urbanistici del Cinquecento a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione è organizzata dalla<strong> Fondazione Roma Arte Musei</strong> con <strong>Arthemisia Group e</strong> deve considerarsi continuazione di<strong> Il ’400 a Roma</strong>.<br />
La mostra, a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, mette in scena l’arte nel Cinquecento della Città eterna, dall’alto Rinascimento segnati da <strong>Michelangel</strong>o e <strong>Raffaello</strong>  fino all’arte dei decenni successivi che svolta verso forme più elegante e decorative per arrivare all’epoca della morte di Michelangelo (1564) profondamente condizionata da una nuova e coinvolgente religiosità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso si articola in sette sezioni in cui saranno esposti capolavori di Raffaello, come l’Autoritratto  e il Ritratto di Fedra Inghirami e di Michelangelo come il David-Apollo  e la copia del Giudizio Universale di Marcello Venusti, oltre a numerose opere di artisti come Francesco Salviati , Perin del Vaga , Sebastiano del Piombo  e Guglielmo della Porta. Tutte queste opere provengono da musei importanti e rinomati quali Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti, Museo nazionale del Bargello, Ermitage e altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Novità assoluta di quest&#8217;anno è la <strong>ricostruzione virtuale in 3D</strong> di alcuni edifici antichi quali: la meravigliosa <strong>Loggia di Amore e Psiche</strong> della Farnesina, l&#8217;antica Villa voluta da Agostino Chigi a Porta Settimiana e affrescata dalla scuola di Raffaello, nonché la volta della <strong>Cappella Sistina e del &#8220;Giudizio&#8221; di Michelangelo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comitato scientifico sarà composto da illustri e personalità del mondo dell&#8217;arte: presieduto da <strong>Vittorio Sgarbi</strong> e formato da Cristina Acidini, Maria Grazia Bernardini, Marco Bussagli, Nicole Dacos, Marzia Faietti, Marcello Fagiolo, Kristina Herrmann Fiore, Sylvia Ferino Pagden, Christoph L. Frommel, Anna Lo Bianco, Maria Luisa Madonna, Lorenza Mochi Onori, Antonio Paolucci, Silvia Danesi Squarzina, Rossella Vodret, Alessandro Zuccari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni quali orari e prezzi visita il sito della <a title="Fondazione Roma Museo" href="http://www.fondazioneromamuseo.it/it/index.html" target="_blank">Fondazione Roma Museo</a></p>
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		<title>Il lago, il borgo e la magia: Trevignano Romano</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 21:04:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4219" href="http://www.tryitaly.com/index.php/una-passeggiata-sul-lago-trevignano-romano/4217/trevignano3"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4219" title="trevignano3" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/04/trevignano3-120x120.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></p>
<div id="_mcePaste">Ho da poco letto,  tratta da un&#8217;intervista ad <strong>Amèlie Nothomb</strong>, una frase che ho subito <em>indossato</em>: &#8220;<strong>Nascere in un luogo non significa appartenere a quel luogo</strong>&#8220;. Forse perchè in  <strong>qualsiasi</strong> posto, in <strong>qualsiasi </strong>tempo, troviamo  parti importanti di noi, dimenticate o ancora sconosciute. Dipende da una scelta decidere se muoversi o restare. Ho vissuto queste sensazioni nei giorni scorsi arrivando a <strong>Trevignano Romano</strong>, località sulla costa settentrionale del <strong>lago di Bracciano</strong>. Ho amato la lentezza delle ore, le passeggiate, il tempo che è stata solo una parola vaga, dal significato smarrito, fino a sera. <strong>Trevignano </strong>ha una posizione meravigliosa, con le colline alle spalle, un clima mite, adatto ad una visita in ogni momento dell&#8217;anno. Si trova in posizione equidistante da Roma e Viterbo. Il <strong>piccolo borgo medievale</strong>, formato da stradine, suscita un naturale desiderio: incontrare qualcuno che conosce gli odori e sapori di un tempo, che ha sentito e ricorda i racconti antichi.</div>
<div id="_mcePaste">Si narra che l&#8217;antica città di origine etrusca, <strong>Sabate</strong>, nei pressi della quale è nata <strong>Trevignano</strong>, sarebbe sprofondata nel lago a causa di movimenti tellurici.</div>
<div id="_mcePaste">Nel !496 fu assediata per terra e per mare da Papa Alessnadro VI; in quella occasione fu distrutto il <strong>Castello</strong> di cui oggi si possono vedere le rovine. Nel 1691 gli <strong>Orsini</strong> vendettero il paese al <strong>Duca Domenico del Grillo</strong> che vi fabbricò il Palazzo Baronale. Nel 1880 buona parte dei possedimenti passò al principe del Drago.</div>
<p>Per informazion <a href="http://www.prolocotrevignano.it">www.prolocotrevignano.it</a></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong><em>Foto di Marta Traverso</em></strong></span><br />

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		<title>Azienda Agricola Biodinamica Claudio Menicocci</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 20:23:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Etruria, 2 01034 Fabrica di Roma (VT) TEL. 0761.575041 www.biodynamic.it Claudio Menicocci è diplomato in Agraria, laureato in Enologia ed ha sempre voluto fare il contadino, anche se é solamente da quando ha conosciuto l’agricoltura biologica che ha deciso di farlo non solo come lavoro ma anche come scelta di vita. Sua moglie, Maria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3159" href="http://www.tryitaly.com/index.php/azienda-agricola-biodinamica-claudio-menicocci/3158/phpthumb_generated_thumbnail-16"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3159" title="phpThumb_generated_thumbnail (16)" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/03/phpThumb_generated_thumbnail-16-110x120.jpg" alt="" width="110" height="120" /></a><strong>Via Etruria, 2<br />
01034 Fabrica di Roma (VT)<br />
TEL. 0761.575041 </strong></p>
<p><a href="http://www.biodynamic.it/">www.biodynamic.it</a></p>
<p><strong>Claudio Menicocci</strong> è diplomato in Agraria, laureato in Enologia ed ha sempre voluto fare il contadino, anche se é solamente da quando ha conosciuto l’agricoltura biologica che ha deciso di farlo non solo come lavoro ma anche come scelta di vita.</p>
<p>Sua moglie, <strong>Maria Antonietta Nizi</strong>, si occupa degli animali e della casa e lo aiuta in ogni decisione aziendale.</p>
<p>Sua figlia, <strong>Cristina,</strong> ha come grande amore gli animali ma gli dà una mano anche in ufficio.</p>
<p><strong>Fabrizio Caon</strong>, il ragazzo di sua figlia, si occupa della contabilità ricordandomi sempre di non spendere troppo.</p>
<p>L&#8217;azienda nasce nel 1970.</p>
<p>Nel 1987, Claudio conosce l’agricoltura <strong>Biologica</strong> e da allora i prodotti chimici vengono esclusi da tutte le coltivazioni.</p>
<p>La sua terra è nella Regione Lazio, alle pendici dei <strong>Monti Cimini</strong>. Il terreno è di origine vulcanica ed il clima è mite e temperato. Vi scorre un piccolo fiume che uscendo dal lago di Vico percorre la sua strada verso il Tevere passando da noi.<br />
La superficie totale della fattoria è di 55 ettari coltivati per 30 ettari a Vino, 14 ettari a Nocciolo e 1,5 ettari ad Olivo; il resto dello spazio è bosco e pascolo.<br />
Il vigneto ha 34 anni, il noccioleto 25 e l’oliveto solamente 12 perché è stato distrutto dalla gelata del 1995.</p>
<p>Tutti i prodotti sono lavorati in azienda utilizzando solo metodi naturali e tutte le nostre attrezzature, anche quelle che servono per coltivare la terra, sono usate esclusivamente per l’agricoltura e la trasformazione biodinamica.<br />
Sono presenti anche numerosi animali (mucche, pecore, capre, api, asini, cani, gatti, galline, e tante altre specie selvatiche) che vivono in libertà.<br />
La loro presenza non è per allevamento ed hanno unicamente lo scopo di convivere insieme alle piante per fornire loro il mangiare necessario.</p>
<p>In azienda lavorano cinque persone oltre ad altre dieci che ci aiutano nelle raccolte e nei momenti di maggior impegno; non hanno orario di lavoro ed il loro tempo è regolato dal fare e dal clima.</p>
<p>Sono presenti anche numerosi reperti archeologici risalenti al secondo secolo a.C. del popolo Falisco e siamo vicinissimi all’antica città di Faleri Novi.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Prodotti</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<div id="slide_prodotti"><strong>Agricoltura Biodinamica</strong></p>
<p>Il <strong>movimento biodinamico</strong> prese le mosse dalle otto conferenze che Rudolf Steiner tenne, su richiesta di alcuni contadini, a Koberwitz (Slesia) nei giorni di Pentecoste del 1924.<br />
Ancora durante il convegno di Pentecoste, dai partecipanti fu fondato il &#8220;Circolo di ricerca per la coltivazione&#8221; oggi conosciuta come agricoltura biodinamica.<br />
Essa è spesso descritta come un modo di coltivare senza chimico e senza veleni.<br />
Questo aspetto se pur importante, è secondario al metodo che prima di tutto privilegia una cosciente utilizzazione delle forze naturali ed il rispetto assoluto dell&#8217;equilibrio biologico.<br />
Il principio di restituire alla terra quello che si prende con il prodotto è idea fondamentale della chimica.<br />
Il principio fondamentale della biodinamica è attivare la vita nella terra in modo che le sostanze presenti possano essere liberate ed assimilate dalle piante nella misura adesse necessaria.<br />
La biodinamica non è un metodo da applicare meccanicamente ma, un modo di pensare e di agire che conduce ad essere un insieme unico con il proprio mondo per mantenere la fertilità della terra, per rendere sane le piante in modo che possano autonomamente resistere alle malattie ed ai parassiti, per produrre alimenti di qualità e sanità più alta possibile.<br />
Sulla terra nessun organismo vivente sopravvive se non in simbiosi con ciò che lo circonda; le piante hanno la capacità di assorbire sostanza inorganica trasformandola in organica e fare, in poche parole, pane dai sassi.</p>
<p>Il mondo animale, compreso l&#8217;uomo, fanno il contrario assorbono sostanze organiche, le distruggono e le mineralizzano.Noi, abbiamo bisogno delle piante e non loro di noi; rispettarle favorendone lo sviluppo, significa pensare al proprio futuro.</p>
<p>I fondamenti del nostro fare sono i preparati biodinamici, il calendario, il compost e la diversità botanica delle superfici.</p>
<p><strong>Il Calendario</strong></p>
<p>La biodinamica guarda alla terra come parte dell&#8217;universo ed è perciò soggetta alle sue leggi.<br />
Maria Thun ogni anno elabora un &#8220;<strong>calendario delle semine</strong>&#8220;, che con la posizione della luna ed in base all&#8217;allineamento degli altri pianeti fornisce a noi agricoltori indicazioni agronomiche importantissime.<br />
Essa ha scoperto, con ricerche che durano da oltre 20 anni, che la pianta sviluppa più o meno ognuna delle sue parti secondo la posizione della luna al momento della semina.<br />
Seguendone la posizione, possiamo favorire lo sviluppo della parte che ci è più utile. Se ad esempio, vogliamo coltivare insalata, noi pianteremo il seme in giorno di foglie avendo interesse a quella parte della pianta; se al contrario coltiviamo carote, pianteremo in giorni di radici e così via.</p>
<p><strong>I Preparati Biodinamici </strong></p>
<p>Essi appartengono, se così si può dire alla parte dinamica della biodinamica. Possono essere considerati dei catalizzatori per stimolare i fenomeni vitali e naturali.</p>
<p>Sono otto. Due sono spruzzati sui campi direttamente e sei sono immessi nel cumulo per favorire e migliorare la formazione dell&#8217;humus.<br />
Quelli che sono spruzzati, vanno riattivati mescolandone piccole quantità in grandi masse di acqua e con movimenti circolari alternati nei due sensi, attraverso un processo di &#8220;dinamizzazzione&#8221; che di fatto trasmette l&#8217;energia del preparato all&#8217;acqua poi spruzzata nel terreno o sulle foglie.</p>
<p>Sono:<br />
<strong>Preparato 500 &#8211; letame di mucca da spruzzare dinamizzato sul terreno;<br />
Preparato 501 &#8211; silice finemente triturata da spruzzare dinamizzato sulle foglie;<br />
Preparato 502 &#8211; Achillea inserita nel cumulo biodinamico;<br />
Preparato 503 &#8211; Camomilla inserita nel cumulo biodinamico;<br />
Preparato 504 &#8211; Ortica inserita nel cumulo biodinamico;<br />
Preparato 505 &#8211; Corteccia di quercia inserita nel cumulo biodinamico;<br />
Preparato 506 &#8211; Tarassaco inserita nel cumulo biodinamico;<br />
Preparato 507 &#8211; Valeriana inserita nel cumulo biodinamico;<br />
Preparato 508 &#8211; Equiseto inserita nel cumulo biodinamico.</strong></p>
<p><strong>Il compost</strong></p>
<p>Il compost nel suo stadio finale è humus , deve maturare sulla nuda terra per lavorare con essa, il cumulo deve avere piccole dimensioni per respirare e favorire lo sviluppo di tutti quei microrganismi che aggiunti nel terreno lo aiuteranno a migliorarsi; deve essere coperto di paglia per interagire con l&#8217;aria ed il cosmo, assorbendone l&#8217;energia sia per la sua formazione sia per la loro successiva cessione al terreno.</p>
<p>La diversità botanica</p>
<p>Non esistono piante cattive o infestanti.</p>
<p>In un terreno equilibrato ove le specie botaniche sono in armonia con loro e con la terra in cui vivono, non vi è prevalenza di nessuna di esse. Si inseriscono tranquillamente nel loro posto e concorrono a sviluppare e mantenere la vita nel terreno.<br />
Al contrario nei terreni chimici dove si pratica la monocoltura senza rotazione ed in modo continuo, non abbiamo competizione ed autocontrollo con il conseguente sviluppo di pochissime specie a larghissima diffusione che costringono l&#8217;agricoltore a l&#8217;uso massiccio di sostanze chimiche che finiscono nel nostro organismo con il cibo che ingeriamo.</p>
<p>La qualità <strong>DEMETER</strong></p>
<p>La migliore analisi della qualità dei prodotti biodinamici è la soddisfazione dei consumatori.<br />
Demeter è un modo per rintracciare nel mercato i prodotti di agricoltura biodinamica ed è un marchio che segue e controlla tutto il percorso, dalla produzione alla vendita.<br />
In aggiunta a questa garanzia, vi è poi il mio &#8220;disciplinare di produzione aziendale&#8221; che concede ad ogni cliente il diritto di verifica aziendale e visione dei verbali di ispezione dei controlli.<br />
Se devo essere sincero, però, quello che più conta per me è, che oltre al piacere e la tranquillità con cui possono essere consumati i prodotti dell&#8217;azienda, mia figlia può vivere bene su questa mia terra perché con l&#8217;agricoltura biodinamica ho cercato l&#8217;armonia con essa.</p>
<p><strong>Vegetariani &#8211; Vegan</strong></p>
<p>Con il termine alimentazione &#8220;<strong>vegetariana</strong>&#8221; si intende solitamente un&#8217;alimentazione che esclude tutti gli animali (d&#8217;aria, di terra, d&#8217;acqua) ma che non esclude i loro prodotti (latte, uova, miele ecc).<br />
Con il termine &#8220;Vegan o Vegana&#8221; si intende invece, l’esclusione dalla propria vita di qualunque cibo o oggetto che abbia provocato sofferenza agli animali.<br />
Una persona vegan, oltre a non mangiare carne e pesce non mangia nemmeno ciò che essi producono (latte e latticini, uova, formaggi ecc.).<br />
Non veste con cose che provengono da animali (scarpe in cuoio vestiti di lana e di seta ecc).<br />
Non adopera manufatti contenenti derivati animali (oggettistica in cuoio, tappeti in lana, perle ecc.).<br />
Non si cura con prodotti da animali (ricostituenti o lassativi, estratti e vitamine animali ecc.).<br />
Non acquista cose testate su animali (cosmetici, colori ecc.).<br />
Controlla la filiera dei suoi acquisti per evitare presenze di derivati animali o maltrattamenti agli stessi (caseine e gelatine nel vino o nei dolci, nutrizione delle piante con sostanze da macellazione, pesticidi che fanno strage di insetti ecc.).<br />
In breve, viene esclusa qualunque azione che possa provocare la sofferenza, la violenza o, ancor peggio, l’uccisione di animali appartenenti a qualunque specie.</p>
<p>Cristina garantisce che:<br />
1. Tutti i suoi prodotti sono stati ottenuti escludendo totalmente la sofferenza agli animali di qualunque tipo ed in qualunque maniera;<br />
2. Nella sua filiera non vi sono derivati animali di nessun tipo;<br />
3. La concimazione della terra è fatta esclusivamente con letame (ed il letame è una donazione naturale e sopratutto spontanea);<br />
4. I preparati biodinamici non sono maturati nelle corna o nelle vesciche di cervo, ma ottenuti in contenitori di larice e cortecce di betulla (“fladen”);<br />
5. Tutti gli animali in Azienda sono sempre liberi e non servono per latte, carne o altro ma, unicamente, per il letame che producono e per l’erba che mangiano, e che non vengono né uccisi e né sfruttati;<br />
6. Non si usano insetticidi per stermini di massa di insetti.<br />
Tutte le operazioni dell’Azienda vengono verificate ogni anno da ICEA VEGETARIANI VEGAN (Organismo di Controllo legalmente riconosciuto) per il rispetto di tutte le norme previste, e viene rilasciato un certificato attestante che la produzione, il confezionamento e la vendita del vino, delle nocciole, dell’olio e della grappa di Cristina Menicocci sono di possibile uso per chi segue l’idea Vegan, perché oltre a non contenere nessuna parte di animali, non è stata causata nessuna sofferenza ad essi né direttamente né indirettamente.</p></div>
<div></div>
<div><span style="color: #ff0000;"><strong>Storia</strong></span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">La storia dei Falisci è quella di un popolo in perenne lotta per la propria libertà ed indipendenza.<br />
La presenza di insediamenti umani nella zona, la cui economia e sussistenza era prevalentemente basata sull&#8217;agricoltura e sull&#8217;allevamento, si può far risalire con sicurezza al Neolitico, (fine V-IV millennio A.C.).<br />
Il ceppo linguistico dei Falisci ricade nell&#8217;area indoeuropea, in cui sono comprese altre lingue dell&#8217;Italia Antica tra cui il latino: le due parlate infatti hanno una radice comune &#8220;protolatina&#8221; che risale a periodi molto antichi, presumibilmente all&#8217;età del Bronzo (II Millennio A.C.) in cui i Falisci ed i Latini vivevano in un territorio comune.<br />
Controverse rimangono le ipotesi formulate sull&#8217;origine dell&#8217;insediamento di Falerii Veteres la cui fondazione è attribuita dalla leggenda alla mitica figura dell&#8217;argivo Halesus eroe mitologico della città; l&#8217;etimologia del nome sembra, invece, attinente alla base mediterranea &#8220;fala&#8221; = &#8220;altura arrotondata&#8221; riferita ai primi nuclei insediativi individuati sull&#8217;altura di Monteranno.<br />
Il territorio si estendeva da Sutri a Est, a Orte a Nord, costeggiando il Tevere ad Ovest ed a Sud il Monte Soratte sino a Capena.<br />
Sulle divinità indigene venerate dai Falisci, non si hanno che notizie indirette ed imprecise.<br />
Da fonti letterarie e storiche integrate da documenti epigrafici ed iconografici, si può ragionevolmente presupporre l&#8217;esistenza del culto di Mercurio, Apollo, Cerere, Libero e Minerva.<br />
L&#8217;associazione di quest&#8217;ultima in una triade pari a quella romana è testimoniata dalla certezza che un tempio di Minerva capta fu dedicato sul Celio, in seguito alla conquista romana di Falerii Veteres e dopo aver asportato dalla città conquistata, un simulacro della dea.<br />
La capitale dei Falisci, Falerii, raggiunge il massimo splendore nel periodo arcaico (VI secolo A.C.) ed in questo periodo si assiste ad una forte ellenizzazione della cultura falisca testimoniata dall&#8217;abilità degli artisti impegnati nella produzione di piccoli oggetti o di grandi statue di terracotta che mostra numerosi punti di contatto con l&#8217;analoga produzione greca, in particolare Attica.<br />
Le forme in ceramica maggiormente prodotte sono il cratere a calice ed a campana (l&#8217;Oinochoae, la Kylix e lo Stamnos); i temi più rappresentati sono quelli dionisiaci quelli cioè, legati alla sfera del dio Dionisio, il Bacco dei Latini, dio del vino.</p>
<p>Nell&#8217;anno 438 a.C. Falisci e Veienti coalizzati in difesa di Fidene (l&#8217;attuale Castel Giubileo) che s&#8217;era ribellata ai romani scacciando la guarnigione che le era stata imposta.<br />
I romani mandarono un esercito per soffocare la ribellione.<br />
Falerii Veteres e Veio, il cui territorio era a diretto contatto con quello di Fidene si sentirono minacciate dalla prepotente espansione di Roma, il cui carattere aggressivo e bellicoso costituiva un elemento di disturbo nei rapporti di buon vicinato stabilitosi tra loro da secoli. Di conseguenza fu inevitabile lo scontro armato tra i Romani e le tre città coalizzate.<br />
L&#8217;entusiasmo combattivo dei Falisci e l&#8217;avvedutezza dei Veienti e Fidenati nulla poterono di fronte alla potente organizzazione militare e all&#8217;efficace tattica dei Romani.<br />
La battaglia fu disastrosa per gli alleati.</p>
<p>Lo stesso Re di Veio, Tolumnio, rimase ucciso in battaglia per mano del tribuno Aulo Cornelio Cosso, il quale, dopo aver spogliato il re delle sue armi, le offrì in dono al tempio di Giove ove rimasero fino al tempo di Augusto.<br />
Iniziò un periodo di scontri sporadici; Veio, Fidene e Falerii Veteres cercarono aiuti e alleanze con le altre città etrusche che rifiutarono a causa d&#8217;invidie e rivalità reciproche.<br />
I Romani che non avevano mai dimenticato le difficoltà provocate da Veio e i suoi alleati falisci, mentr&#8217;era impegnata a difendersi da Equi e Volsci, nel 396 A.C. conquistano e distruggono Veio; l&#8217;anno successivo è la volta di Capena e, ben presto anche Sutri e Nepi cadono nelle mani di Roma.<br />
Lo scontro diretto è ora tra quest&#8217;ultima e Falerii che capitola nel 394 A.C.<br />
Fu Marco Furio Camillo il comandante degli eserciti romani, lo stesso che introdusse lo &#8220;stipendium&#8221;, la famosa &#8220;cinquina&#8221; per pagare lo stipendio ai soldati, lo stesso che dieci anni dopo scacciò Brenno Re dei Galli.<br />
Si narra a tal proposito, che Brenno dopo aver appiccato il fuoco a tutta Roma, chiese per andarsene, non so quanti chili d&#8217;oro e impose, per pesarli, una bilancia che rubava. I Senatori romani protestarono, e Brenno allora, buttò sul piatto dei pesi anche la sua spada, pronunciando la famosa frase &#8221; Vae Victis!&#8221;, &#8220;Guai ai Vinti!&#8221;. Al che Marco Furio Camillo rispose: &#8221; Non auro, sed ferro, recuperanda est Patria&#8221;, &#8221; la Patria si restaura con il ferro, non con l&#8217;oro&#8221;; si mise a capo di un risorto esercito e scacciò l&#8217;invasore.<br />
Nel 241 le vessazioni romane, soprattutto amministrative e fiscali, inducono i Falisci a nuove ribellioni che hanno un tragico epilogo.<br />
Falerii Veteres (Civita Castellana) viene totalmente distrutta e riedificata in pianura in posizione facilmente espugnabile a circa 5 chilometri; la nuova città è chiamata FALERII NOVI) per distinguerla dall&#8217;antica FALERII VETERES.<br />
L&#8217;infelice posizione difensiva della nuova città era compensata dalle ricchezze naturali del luogo, dalle buone acque sorgive, dal terreno fertile e di facile coltivazione. Per difendere in qualche modo questa città, intorno al 210 a.C. fu costruita una poderosa cinta muraria, con enormi blocchi di tufo rosso disposti di testa e di taglio, a filari alternati, senza malta secondo la tecnica Etrusca.<br />
Le mura, che sussistono ancora, si sviluppano per un perimetro d&#8217;oltre due chilometri, racchiudendo una superficie di circa 28 ettari. Esse erano rinforzate da 50 torri quadrate sporgenti all&#8217;esterno della cinta.<br />
Lo spessore delle mura è di due metri e l&#8217;accesso alla città era agevolato da nove porte monumentali. Le più importanti erano quattro e s&#8217;aprivano verso i quattro punti cardinali. Emerge, fra tutte, per architettura la &#8221; Porta di Giove&#8221;.</p>
<p>Nella città confluivano le seguenti strade:<br />
- la via Annia-Amerina, che collegava la Cassia alla Flaminia;<br />
- la via Sacra, che collegava la nuova città e la Valle dei</p>
<p>Templi di Falerii Veteres;<br />
- la via Cimina, che andava verso i monti Cimini;<br />
- la via Sutrina, che portava a Sutri.</p>
<p>Durante il periodo imperiale, il Cristianesimo penetrò anche a Falerii Novi. A poca distanza dalla &#8221; Porta di Giove &#8221; si trova un complesso di catacombe dei santi Gratiliano e Felicissima ricavate dalla cava che ha fornito il materiale da costruzione della cinta muraria della città di Falerii Novi.<br />
La tradizione attesta che a Falerii Novi nel 304 d.C. furono martirizzati i santi Gratiliano e Felicissima che furono dichiarati nel 1952 dal Vescovo di Civita Castellana Mons. Roberto Massimiliani protettori dell&#8217;Azione Cattolica diocesana.<br />
La caratteristica più saliente dell&#8217;impianto cimiteriale è certamente la gran larghezza delle gallerie, che in alcuni punti è superiore ai tre metri. Per la cronologia generale del cimitero non si dispongono elementi particolarmente indicativi ma, si suppone che possa essere stato frequentato dal III al V secolo.<br />
La localizzazione delle catacombe nel territorio e quindi lo sviluppo del cristianesimo non a caso segue i tracciati delle maggiori vie consolari.<br />
Il gran numero di sepolture collocate nelle Catacombe SS GRATILIANO E FELICISSIMA fanno altresì supporre che siano state utilizzate come area comunitaria a servizio dei vari insediamenti lungo la via Amerina.<br />
In questo monumento le sepolture sembrano ricordare un tenore di vita piuttosto modesto; una testimonianza è rappresentata dall&#8217;uso dei tegoloni in terra cotta per chiudere i loculi, che poi erano intonacati di bianco e quindi facilmente utilizzabili per le iscrizioni.<br />
Proprio in prossimità delle necropoli falisco-romane, è stata impiantata una necropoli paleocristiana che ne ricalca le forme e la tipologia. Tra le necropoli antiche e le catacombe esiste una continuità storica ed un modo analogo di rapportarsiall&#8217;ambiente naturale.<br />
Nel X secolo la città fu distrutta dai Normanni e nel 1143 la città di Falerii fu trasformata in monastero dai padri Benedettini a cui seguirono i Circestensi e che furono in seguito aggregati al monastero di San Giusto in Tuscania.</p>
<p>Nel 1400 circa, dopo che fu lasciata dai monaci Circestensi, l&#8217;abbazia fu data in commenda a diversi Cardinali sino ad arrivare al 1597 quando la città fu lasciata in completo stato d&#8217;abbandono, così come trovasi tuttora.<br />
Tra le principali cause che hanno determinato l&#8217;abbandono di Falerii Novi, primeggiano senza dubbio le invasioni Barbariche che tra il III e V secolo si rovesciarono ad ondate sulle terre di tutto l&#8217;impero; dopo la distruzione nel 773 da parte del Re Longobardo Desiderio e in seguito da parte dei Normanni, priva com&#8217;era di baluardi naturali, gli abitanti di Falerii Novi cercarono rifugio nella loro città madre Falerii Veteres delimitata da profondi burroni, ricostruendo così l&#8217;attuale Civita Castellana.<br />
Civita Castellana risorta sullo stesso luogo dell&#8217;antica Falerii Veteres ospitò l&#8217;antipapa Clemente III durante la lotta tra Gregorio VII ed Enrico IV ed assistette alla sua morte nel 1100.<br />
Nell&#8217;anno 1492 il Cardinale Rodrigo Borgia divenuto pontefice con il nome di Alessandro VI fece costruire il Forte Sangallo. L&#8217;imponente rocca costituisce uno degli esempi più notevoli e meglio conservati dell&#8217;architettura militare dei secoli XV e XVI. Il progetto fu inizialmente affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio che trasformò l&#8217;impianto di un precedente castello medioevale in una poderosa fortezza.<br />
La costruzione perse successivamente la sua specifica funzione militare e diventò dimora papale ospitando numerosi pontefici tra cui Pio VI e Pio VII.<br />
Durante il Risorgimento fu trasformata in prigione e fu tristemente nota col nome di &#8220;Bastiglia dello Stato Pontificio&#8221;.<br />
Nel 1977 è stata trasformata in Museo, rappresentando un&#8217;organica testimonianza della storia e della cultura del territorio.</p>
<p>A circa 400 metri dall’antica porta di Giove di Faleri Novi si conserva un’interessante catacomba, denominata dei SS Gratiliano e Felicissima. Essa è ubicata lungo il tracciato stradale che dalla città falisca conduceva a Sutri. Il monumento, nonostante le dimensioni non trascurabili ed alcune notevoli peculiarità strutturali, è rimasto fino ad oggi praticamente sconosciuto. Devono aver pesato sulla scarsa attenzione rivolta a questa catacomba il grave stato di abbandono e le difficoltà oggettive per uno studio accurato create dal forte interro e dal frequente allagamento degli ambienti. L’unico contributo specificatamente dedicato al cimitero riscontrabile nella letteratura archeologica risulta essere quello di E. Le Louet, consiste in una breve descrizione del monumento pubblicata nel “Bullettino di Archeologia Cristiana” dell’anno 1880. Prima del Le Louet, l’Henzen credo alludesse alla nostra catacomba quando nel 1844 ricordava a Faleri Novi la presenza di un “ cimitero rassomigliante a què de’ Cristiani; una cava alta penetrante nell’interno della montagna, con loculi nelle due pareti simili perfettamente a quelli delle catacombe, ed alzatisi in più piani fino ad altezza considerevole”.<br />
Alla catacomba di Faleri Novi dovettero lavorare per qualche tempo e con una certa assiduità, alla fine del secolo scorso, anche i redattori della carta archeologica d’Italia, come risulta da una breve nota descrittiva riguardante il cimitero compresa nel materiale concernente il territorio Falisco “pianta e disegni delle catacombe di S.Maria di Falleri”, eseguiti da questi studiosi, non sono più però rintracciabili, né vide mai la luce un loro lavoro d’insieme sulla regione Falisca un capitolo che doveva essere dedicato a “le catacombe Cristiane”.<br />
La catacomba, scavata all’interno di una collina prospiciente un ruscello chiamato Rio Purgatorio, si compone essenzialmente di quattro gallerie grosso modo parallele, aperte a Nord, a breve distanza l’una dall’altra su una scoperta parete di tufo. La caratteristica più notevole dal punto di vista strutturale dell’impianto cimiteriale di faleri Novi è certamente la inusitata larghezza delle gallerie, in alcuni punti superiori ai tre metri, caratteristica questa che avvicina il cimitero alle due catacombe di Bolsena e Nepi. La galleria (a) alta m 3.80 e lunga circa 35 metri, si sviluppò in fasi successive; in un primo momento dovette probabilmente arrestarsi a 4 metri dall’attuale ingresso, di qui verso sud per allontanarsi dalla galleria (b) sino a raggiungere le dimensioni oggi riscontrabili. La galleria (b) doveva estendersi per una larghezza di 2.5-3 metri fino a 20 metri dall’ingresso, la galleria (c) presenta una altezza di circa 4.80 metri ed una lunghezza di circa 17 metri, la galleria (d) di cui rimangono unicamente gli ultimi 17 metri fu scavata con la volta grosso modo alla stessa quota delle vicine B-C. Per la cronologia generale del cimitero non si dispongono elementi particolarmente significativi. Resti di decorazioni pittoriche sono visibili sul fronte della nicchia del cubicolo, altre si scorgono sulla malta che ricopre la tegola di chiusura di un loculo. Altrettanto scarse e poco indicative sono le testimonianze epigrafiche. Un loculo della parete sud conserva sul bordo inferiore i resti di alcune lettere graffite, esse erano parte di un’iscrizione che fu copiata, più completa dal Pasqui nel 1891: “ Veturius filius ben(e) merite fecit”. Nelle catacombe di SS. Gratiliano e Felicissima si individua il primitivo luogo di sepoltura dei martiri Gratiliano e Felicissima col nome dei quali il cimitero è ancor oggi conosciuto.</p>
<p>Piccole note sulla vita di San Gratiliano e Santa Felicissima</p>
<p>S. Gratiliano era il figlio di una nobile famiglia che ai tempi della tetrarchia romana viveva a Falerii ed il capofamiglia, Massimiliano, era un grande amico del governatore della città, Trasone. Il giovane Gratiliano, amico di San Lanno, fu aperto da questi al vangelo e successivamente al battesimo all’insaputa dei suoi, che già vivevano nel sospetto; e quando una sera egli si rifiutò di partecipare ad una cerimonia in onore dei Lari fu sottoposto ad interrogatorio nel quale il giovane confessò la sua nuova fede con divino fervore. I genitori rimasero sbalorditi e la loro disperazione raggiunse il massimo grado quando il Governatore fece sapere loro che era a conoscenza di tutto e li pregava di indurre il figlio a rinunciare al cristianesimo, altrimenti avrebbe dovuto procedere inesorabilmente contro di lui ( era questo il tempo in cui le persecuzioni di Diocleziano infierivano contro i cristiani). Gratiliano fu arrestato, rinchiuso in carcere e poichè le sentenze per l’alta aristocrazia erano riservate all’autorità imperiale, il Governatore Trasone scrisse a questi. Intanto i genitori del giovane sedicenne riuscirono ad avere la possibilità di visitarlo in carcere e,insieme ai genitori, molti altri si avvicinarono a lui convertendosi alla religione cristiana come avvenne per Felicissima, una giovane cieca che appena battezzata da Gratiliano riacquistò la vista.<br />
L’imperatore rispose a Trasone dicendogli &#8220;…Se non sacrificherà ai grandi dei, fagli subire varie pene e mettilo a morte. Se poi consentirà agli atti del nostro culto, mandalo da Noi e gli daremo un posto dei primi alla corte…&#8221; Il Magistrato ed i genitori tentarono di convincere il giovane, ma questi fu irremovibile e Trasone, essendo venuto a conoscenza del miracolo che Gratiliano aveva operato su Felicissima e considerandolo uno straordinario evento di magia, fece chiamare i due giovani ed iniziò il processo. Il magistrato irato per la loro fermezza diede prima ordine ai soldati di frantumare con una pietra i denti ai due giovani e poi di condurli al supplizio. Giunti sulla riva di un torrente, tra l’antica Falerii e Falerii novi, i soldati si fermarono ed i due giovni, in ginocchio, chinarono le loro giovani teste che caddero nel torrente recise dalla spada. Era il 12 agosto del 313 d.c. Il padre di Gratiliano acquistò quel terreno e vi fece costruire un sopolcro dove depose i corpi dei due giovanetti. La notizia del supplizio dei due martiri si sparse ovunque e destò molta impressione specialmente quando si seppe che i due dopo tre giorni comparvero in sogno ai genitori di Gratiliano annuncinado che era stata concessa la pace alla chiesa di Dio e la morte di Trasone per ordine dell’imperatore.<br />
Il culto dei due giovani Martiri nacque immediatamente e si diffuse per tutta la Tuscia con la costruzione di numerose chiese a loro dedicate. Nel 1437 Capranica chiede a Civita Castellana la sacra reliquia della Testa di Gratiliano. L’allora Cardinale Paolo Cesi, amministratore e vescovo della città del Santo, la donò al vescovo di Sutri e questi a Capranica. La reliquia venne posta nell’ancora esistente chiesa dedicata alla Madonna del Ruscello e il Santo fu venerato e festeggiato il 12 agosto di ogni anno. Il custode di quella chiesa era un eremita sognò più volte il Santo che gli ordinava di trasferire la sua Sacra Testa a Bassano. L’eremita così nel 1489 si mise in cammino per Bassano e arrivato nei pressi del paese, dove oggi sorge la Chiesa di S. Gratiliano, la Sacra Testa uscì dall’urna e sparì fra i cespugli. L’eremita informò i bassanesi dell’accaduto i quali corsero in massa alla ricerca della reliquia che fu ritrovata risplendente come il sole, fu raccolta e posta nella chiesa parrocchiale dove ancora oggi si trova.<br />
Dagli atti della Passione di S.Gratiliano e Santa Felicissima</p>
<p>Il Processo</p>
<p>Quanto al sac. Eutizio e Felicissima, aveva comandato Trasone ai suoi sbirri: &#8220;Prendeteli come potete&#8221;. Felicissima apprendeva dalla bocca di S. Eutizio la dottrina cristiana o, come si esprime la fonte agiografica, imparava ad amare Cristo. Piombarono all&#8217;improwiso le guardie e afferrarono Felicissima, mentre nell&#8217;oscurità riusciva a dileguarsi S. Eutizio, memore del detto evangelico: Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un&#8217;altra (Mt.l0,23).<br />
Fu trascinata nella prigione dove era rinchiuso Gratiliano, nella cella dei condannati alla pena capitale. Il giorno seguente entrambi furono portati avanti al magistrato nel foro per un processo pubblico. L&#8217;accusa rivolta a Gratiliano fu di magia e maleficio. Rivolto a Gratiliano, lo riprese: &#8220;Dove hai imparato a compiere tali malefici, per sedurre anche altri?&#8221; Precisa calmo Gratiliano: &#8220;Questi non sono malefici, bensì benefici di Cristo, il quale non permette che io sia vinto dal diavolo, padre tuo&#8221;. Sentito menzionare il diavolo, Felicissima insisté con angelico candore: &#8220;Perché ti lasci convincere dal diavolo, infliggendo pene ai servi di Dio?&#8221; Anche lei si professava con orgoglio serva di Dio: servire Dio, infatti, è regnare. Il magistrato, adirato a tanta audacia, ordinò la frantumazione della loro bocca con una pietra: crudele strumento di supplizio riservato a chi bestemmiasse gli dèi. Intanto il pubblico rumoreggiava indignato a tanta crudeltà. Esaurita la sua pazienza, tagliò corto Trasone, ingiungendo a Gratiliano: &#8220;Sacrifica agli dèi e avrai salva la vita&#8221;. Di fronte ad un ulteriore rifiuto non rimaneva che applicare le leggi in vigore: si doveva procedere alla decapitazione. E&#8217; quanto avvenne: comandò che fossero decapitati fuori delle porte cittadine, presso un torrente. E&#8217; il Rio Purgatorio, tributario del Treia, che scorre tra Pàleri e Civita Castellana. Consegnati ad un drappello di sgherri, furono trascinati sul luogo del supplizio. Commovente la preghiera, l&#8217;ultima di<br />
due labbra innocenti, un credo ed un testamento insieme, con cui i due martiri chiudono gli occhi a questa vita terrena: &#8220;O Signore di tutte le cose visibili e invisibili, che hai inviato l&#8217;unico tuo Figlio il Signore nostro Gesù Cristo, per redimerci dai peccati, degnati ora di mandare il tuo santo Angelo<br />
ad accogliere in pace le nostre anime e portarci al tuo cospetto, tu cl&#8221;1e sei benedetto nei secoli. Amen&#8221;.</p>
<p>Il Martirio</p>
<p>La mannaia del boia, guizzando con sinistri bagliori, chiuse per sempre la loro bocca, spense la loro voce. Il martirio è il sigillo della fede. Non vi è prova più chiara e convincente di amore, come ha detto lui stesso: &#8220;Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici&#8221; (Giov. 15,14). L&#8217;amico indimenticabile, per cui valeva la pena deporre la vita era lui, Cristo stesso. Con brevi tocchi di penna descrive il biografo quei momenti supremi: senza reagire, disteso il collo, &#8220;il B. Gratiliano e la B. Felicissima furono subito decapitati dai carnefici del diavolo&#8221;. Sangue, candido come la neve, sgorgò dal collo grondante di Gratiliano: candore niveo, splendente come le vesti di Cristo sul Tabor:sono trasfigurati nel Cristo risorto.<br />
In quello stesso giorno, il padre di Gratiliano, ammirato della forte tempra di carattere del figlio, tratto tipico di famiglia, comprava quel campo inturgidato dal sangue del figlio, sito in contrada Maulano e lo intitolò campo di Gratiliano; ivi dette commossa sepoltura alle spoglie del martire. Era il 12 agosto 269 dell&#8217;era volgare.<br />
Erano trascorsi tre giorni dalla sepoltura, quando, a somiglianza di quanto avvenne presso il sepolcro di Cristo, apparvero insieme a due giovani in bianche vesti nel silenzio della notte, ai genitori di Gratiliano, rassicurandoli festosi: &#8220;Guardate vostro figlio sano e salvo per virtù del Signore nostro Gesù Cristo. Non ci piangete come morti, poiché siamo uniti al coro dei SS.Apostoli e Martiri, mentre la mia sorella Felicissima è presso la Regina Madre del Signore Nostro Gesù Cristo&#8221; Alla testimonianza il martire Gratiliano aggiunse una profezia di consolazione per la chiesa locale: &#8220;Vi annuncio la pace che è stata concessa alla Chiesa di Dio; in questo stesso mese sarà messo a morte Trasone, nemico dei cristiani, ucciso da Claudio Cesare&#8221;. Un passato prossimo che ha valore di futuro profetico, cioè di un futuro già visto come realizzato. Ha lasciato ai suoi genitori una dolce consegna, che è per noi un testamento: &#8220;Non mi piangete come morto, ma credete nel Signore Gesù Cristo, che può donarvi il perdono di tutti i peccati e concedervi la vita eterna &#8220;.</p>
<p>L&#8217; Azienda dista 500 metri dall&#8217;antica città Falisca di FALERII NOVI.<br />
Sulla sua proprietà sono presenti numerosi reperti archeologici tra cui particolarmente importanti sono: le CATACOMBE DI SANTA FELICISSIMA e di SAN GRATILIANO, i numerosi tumuli Falisco-Romani inseriti in una via funeraria ed i resti della strada AMERINA.<br />
Nei pressi della nostra Azienda è stata ritrovata una Kilix a figure rosse, oggi conservata nel Museo Nazionale di Villa Giulia, raffigurante due giovani che si baciano che sembra anticipare il problema esistenziale del godimento e dell&#8217;oggi. Una sorta di &#8220;carpe diem&#8221; che invita all&#8217;amore, alla libagione, e che diviene esortazione a godere della giovinezza.</p>
<p>Su di essa vi è scritto:</p>
<p>&#8220;FOIED VINO PAFO CRA CAREFO&#8221;</p>
<p>Che tradotto significa:</p>
<p>OGGI BERRO&#8217; VINO DOMANI NON NE&#8217; AVRO&#8217;.</p>
<p>Purtroppo tutti i reperti a causa dell&#8217;ottusità dei nostri governanti sono in non splendide condizioni di conservazione</span></span></div>
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		<title>Antica Cantina Leonardi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 10:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nome</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Via del Pino, 12 01027 Montefiascone (VT) TEL. +39 0761 826028 www.cantinaleonardi.it L&#8217;Azienda, fondata agli inizi del &#8217;900 da Domenico Leonardi, è la più antica di Montefiascone, paese dell&#8217;alta Tuscia, che si affaccia sul lago di Bolsena. Nei primi anni &#8217;50 i figli, Carlo e Giorgio Leonardi, hanno portato avanti l&#8217;attività del padre ingrandendo l&#8217;Azienda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3126" href="http://www.tryitaly.com/index.php/antica-cantina-leonardi/3125/phpthumb_generated_thumbnail-1"><img class="alignleft size-full wp-image-3126" title="phpThumb_generated_thumbnail (1)" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/03/phpThumb_generated_thumbnail-1.jpeg" alt="" width="86" height="119" /></a><strong>Via del Pino, 12<br />
01027 Montefiascone (VT)<br />
TEL. +39 0761 826028 </strong></p>
<p><a href="http://www.cantinaleonardi.it/">www.cantinaleonardi.it</a></p>
<p>L&#8217;Azienda, fondata agli inizi del &#8217;900 da <strong>Domenico Leonardi</strong>, è la più antica di <strong>Montefiascone</strong>, paese dell&#8217;alta <strong>Tuscia,</strong> che si affaccia sul lago di Bolsena. Nei primi anni &#8217;50 i figli, Carlo e Giorgio Leonardi, hanno portato avanti l&#8217;attività del padre ingrandendo l&#8217;Azienda.</p>
<p>Oggi, alla terza generazione, Ugo e Maria Vittoria Leonardi, in base alle nuove tendenze, hanno rinnovato e modernizzato la stessa, conferendogli l&#8217;aspetto odierno. Attualmente, la Cantina ha nuovi macchinari, nuove strutture e vitigni, e punta al raggiungimento di un&#8217;alta qualità dei prodotti e al rilancio del proprio territorio.</p>
<p>Il nuovo vigneto di 24 ettari, si trova sulle colline circostanti il Lago vulcanico di Bolsena, ad una altitudine di circa 450 mt. slm. Qui sono presenti vitigni internazionali e autoctoni. L&#8217; &#8220;Antica Cantina&#8221; si completa con ulteriori 11 ettari situati nel comune di Graffignano al confine con l&#8217;Umbria.<br />
L&#8217;Azienda, su prenotazione, propone: visite guidate, degustazioni ed assaggi di tutti i prodotti tipici locali.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Prodotti</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><strong>DON CARLO Lazio IGT Rosso</strong><br />
Questo particolare vino prende il suo nome da uno dei fondatori dell&#8217;azienda, Carlo Leonardi, il quale ha permesso, grazie anche all&#8217;aiuto di suo fratello di arrivare ad avere un prodotto di qualità e prestigio, qualità che tuttora sono alla base dell&#8217;azienda. Il vino è un merlot-cabernet IGT Lazio, affinato in barriques.</span></span></p>
<p><strong>Vitigno</strong>: Merlot 70%, Cabernet 30%<br />
<strong>Terreno</strong>: Vulcanico di medio impasto</p>
<p>Le uve vengono raccolte a mano i primi di ottobre e fatte vinificare separatamente. Quindi fermentano per circa 12 giorni a contatto con le bucce ad una temperatura di 26° con numerosi rimontaggi.<br />
Dopo la svinatura e la fine della fermentazione malolattica, il vino viene travasato in barriques di rovere francesi per un affinamento di 12 mesi, dopo dei quali viene imbottigliato e messo a riposare per ulteriori 6 mesi in bottiglie coricate in un locale buio, fino alla commercializzazione.<br />
Temperatura di servizio: 18/20° C.</p>
<p>Premi vinti<br />
&#8220;Calix Aureus&#8221; 2004<br />
In occasione dell&#8217;iniziativa &#8220;Selezioni Vini del Lazio 2004&#8243;, promossa e organizzata da Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l&#8217;Innovazione dell&#8217;Agricoltura del Lazio – Regione Lazio, in collaborazione con l&#8217;Associazione Enologi Enotecnici Italiani e i Consorzi di Tutela dei Vini del Lazio.</p>
<p>&#8220;Diploma di Menzione Speciale&#8221; 2004<br />
In occasione dell&#8217;iniziativa &#8220;Selezioni Vini del Lazio 2004&#8243;, promossa e organizzata da Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l&#8217;Innovazione dell&#8217;Agricoltura del Lazio – Regione Lazio, in collaborazione con l&#8217;Associazione Enologi Enotecnici Italiani e i Consorzi di Tutela dei Vini del Lazio.</p>
<p>Etichetta speciale, simbolo di un vino dall&#8217;ottimo rapporto qualità/prezzo, conferita da &#8220;Guida al Vino Quotidiano&#8221;, Slow Food Editore.</p>
<p>Annata 2001: 4 grappoli della guida AIS Duemilavini con un punteggio di 81/100 della guida di Luca Maroni &#8220;Guida ai vini italiani&#8221;.</p>
<p>Annata 2002: 4 grappoli della guida AIS Duemilavini con un punteggio di 81/100 della guida di Luca Maroni &#8220;Guida ai vini italiani&#8221;.</p>
<p>Annata 2003: 4 grappoli della guida AIS Duemilavini con un punteggio di 83/100 della guida di Luca Maroni &#8220;Guida ai vini italiani&#8221;.</p>
<p>2 bicchieri nella guida Vini d&#8217;Italia del Gambero Rosso.</p>
<p><strong>MERLOT</strong><br />
Le uve vengono raccolte a mano i primi di ottobre, vinificate separatamente e fermentano per circa 12 giorni a contatto con le bucce ad una temperatura di 26° con numerosi rimontaggi. Dopo la svinatura e la fine della fermentazione malolattica, il vino viene travasato in piccoli serbatoi d&#8217;acciaio. Una volta imbottigliato viene messo a riposare per 3 mesi in bottiglie coricate in un locale buio, fino alla commercializzazione.</p>
<p><strong>Vitigno</strong>: Merlot 85%, Montepulciano 15%<br />
<strong>Terreno</strong>: Vulcanico di medio impasto</p>
<p>Il vino è potente ed elegante con colore rosso rubino intenso, il profumo ha sentori di frutti di bosco e liquirizia. In bocca è morbido e di ottima struttura.<br />
Temperatura di servizio: 18/20° C.</p>
<p><strong>Est! Est!! Est!!!</strong><br />
Si opera &#8220;in bianco&#8221; con pigiatura soffice. Dopo una decantazione statica a freddo, il mosto fiore viene fatto fermentare in acciaio a temperatura controllata. Dove rimane fino ai primi di marzo, quando viene imbottigliato.</p>
<p><strong>Vitigno</strong>: 65% Trebbiano Toscano, 20% Malvasia bianca toscana, 15% Rossetto (Trebbiano giallo).<br />
<strong>Terreno</strong>: Vulcanico di medio impasto</p>
<p>Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo è intenso. Sapore secco e sapido, con sentore di mela matura.<br />
Temperatura di servizio: 12° C.</p>
<p><strong>POGGIO DEL CARDINALE</strong><br />
Questo Vino prende il nome dal luogo di produzione delle sue uve, autoctone del territorio di Montefiascone, con le quali è stato possibile arrivare ad un vino di struttura e pregio, come tradizione dell&#8217;Azienda.<br />
Il vino è un <strong>Est! Est!! Est!!! D.O.C. di Montefiascone.</strong></p>
<p><strong>Vitigno</strong>: 65% Trebbiano Toscano, 20% Malvasia bianca toscana, 15% Rossetto (Trebbiano giallo).<br />
<strong>Terreno</strong>: Vulcanico di medio impasto</p>
<p>Si opera &#8220;in bianco&#8221; con pigiatura soffice. Dopo decantazione statica a freddo, un 30% del mosto fiore fermenta lentamente in barriques di rovere francese (Allier e Vosges) nella parte antica delle cantine, scavate nel tufo. Il rimanente 70% fermenta in acciaio a temperatura controllata. Il vino rimane in barriques fino a tarda primavera quindi viene imbottigliato e lasciato affinare per 6 mesi prima del consumo. La produzione è di appena 14.000 bottiglie l&#8217;anno.<br />
Temperatura di servizio: 12° C.</p>
<p><strong>PENSIERO</strong><br />
Vino di buona acidità e struttura con profumi inconfondibili del vitigno Colore giallo paglierino, profumo floreale di acacia fruttato con lieve sentore di vaniglia dovuto al breve passaggio in barriques, il sapore fresco di buona struttura alcolica.</p>
<p><strong>Vitigno</strong>: Grechetto 100%.<br />
<strong>Terreno</strong>: Tufaceo</p>
<p>Si opera &#8220;in bianco&#8221; con pigiatura soffice. Dopo una decantazione statica a freddo, il mosto fiore viene fatto fermentare per il 30% lentamente in barriques di rovere francese (Allier e Vosges) nella parte antica delle cantine scavate nel tufo, il rimanente 70% fermenta in acciaio a temperatura controllata. Il vino rimane in barriques fino a tarda primavera quindi dopo l&#8217;assemblaggio passa in modo sterile in bottiglia, dove si affina per 4 mesi prima dell&#8217;immissione al consumo.La produzione di questo vino è limitatissima, appena 6.000 bottiglie l&#8217;anno.<br />
Temperatura di servizio: 12° C.<br />
DON CARLO Lazio IGT Rosso<br />
Questo particolare vino prende il suo nome da uno dei fondatori dell&#8217;azienda, Carlo Leonardi, il quale ha permesso, grazie anche all&#8217;aiuto di suo fratello di arrivare ad avere un prodotto di qualità e prestigio, qualità che tuttora sono alla base dell&#8217;azienda. Il vino è un merlot-cabernet IGT Lazio, affinato in barriques.</p>
<p>Vitigno: Merlot 70%, Cabernet 30%<br />
Terreno: Vulcanico di medio impasto</p>
<p>Le uve vengono raccolte a mano i primi di ottobre e fatte vinificare separatamente. Quindi fermentano per circa 12 giorni a contatto con le bucce ad una temperatura di 26° con numerosi rimontaggi.<br />
Dopo la svinatura e la fine della fermentazione malolattica, il vino viene travasato in barriques di rovere francesi per un affinamento di 12 mesi, dopo dei quali viene imbottigliato e messo a riposare per ulteriori 6 mesi in bottiglie coricate in un locale buio, fino alla commercializzazione.<br />
Temperatura di servizio: 18/20° C.</p>
<p>Premi vinti<br />
&#8220;Calix Aureus&#8221; 2004<br />
In occasione dell&#8217;iniziativa &#8220;Selezioni Vini del Lazio 2004&#8243;, promossa e organizzata da Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l&#8217;Innovazione dell&#8217;Agricoltura del Lazio – Regione Lazio, in collaborazione con l&#8217;Associazione Enologi Enotecnici Italiani e i Consorzi di Tutela dei Vini del Lazio.</p>
<p>&#8220;Diploma di Menzione Speciale&#8221; 2004<br />
In occasione dell&#8217;iniziativa &#8220;Selezioni Vini del Lazio 2004&#8243;, promossa e organizzata da Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l&#8217;Innovazione dell&#8217;Agricoltura del Lazio – Regione Lazio, in collaborazione con l&#8217;Associazione Enologi Enotecnici Italiani e i Consorzi di Tutela dei Vini del Lazio.</p>
<p>Etichetta speciale, simbolo di un vino dall&#8217;ottimo rapporto qualità/prezzo, conferita da &#8220;Guida al Vino Quotidiano&#8221;, Slow Food Editore.</p>
<p>Annata 2001: 4 grappoli della guida AIS Duemilavini con un punteggio di 81/100 della guida di Luca Maroni &#8220;Guida ai vini italiani&#8221;.</p>
<p>Annata 2002: 4 grappoli della guida AIS Duemilavini con un punteggio di 81/100 della guida di Luca Maroni &#8220;Guida ai vini italiani&#8221;.</p>
<p>Annata 2003: 4 grappoli della guida AIS Duemilavini con un punteggio di 83/100 della guida di Luca Maroni &#8220;Guida ai vini italiani&#8221;.</p>
<p>2 bicchieri nella guida Vini d&#8217;Italia del Gambero Rosso.<br />

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		<title>La strada del Cesanese porta a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 13:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nome</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[MARTEDÌ 22 MARZO 2011 Hotel Quirinale ****– Sala Verdi Via Nazionale, 7 – Roma alla serata di degustazione “LA STRADA DEL CESANESE PORTA A ROMA …” Programma: ore 17.00: Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali (titolari di Ristoranti, Enoteche e Wine Bar) ore 18.00: Apertura banco d’assaggio e breve presentazione della degustazione ore 22.00: Chiusura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2028" href="http://www.tryitaly.com/index.php/la-strada-del-cesanese-porta-a-roma-22-marzo-hotel-quirinale-roma/2027/cesanese"><img class="alignleft size-full wp-image-2028" title="cesanese" src="http://www.tryitaly.com/wp-content/uploads/2011/03/cesanese.jpg" alt="" width="60" height="116" /></a></p>
<h6><strong><span style="text-decoration: underline;">MARTEDÌ 22 MARZO 2011</span></strong></h6>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Hotel Quirinale ****– Sala Verdi</strong></p>
<p>Via Nazionale, 7 – Roma</p>
<p><strong><em>alla</em></strong><strong><em> serata di degustazione</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>“</strong>LA STRADA DEL CESANESE PORTA A ROMA …”</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Programma</em></strong><strong><em>:</em></strong></p>
<p><strong>ore</strong><strong> 17.00: Anteprima</strong>: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali</p>
<p>(titolari di Ristoranti, Enoteche e Wine Bar)</p>
<p><strong>ore</strong><strong> 18.00: Apertura banco d’assaggio</strong> e breve presentazione della degustazione</p>
<p><strong>ore</strong><strong> 22.00:</strong> Chiusura banco d’assaggio.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La Strada del Vino Cesanese , in collaborazione con Go Wine, promuove  un importante evento dedicato al vitigno autoctono Cesanese rappresentativo della province di Roma e di Frosinone ed in particolare dei paesi di Anagni, Acuto, Piglio, Serrone, Paliano e Affile; territori che custodiscono le tracce della denominazione di popoli come Equi ed Ernici e la successiva influenza delle vicende papali, oltre alle opere lasciate da artisti del Settecento e dell’Ottocento.</p>
<p><strong>Cesanese</strong><strong> del Piglio DOCG</strong> e il <strong>Cesanese</strong><strong> di Affile DOC</strong>: vini di antica tradizione, baluardo dell’enologia dei rossi laziali, conosciuti ai più per le loro doti di freschezza, ma con grandi capacità evolutive. I vini, prodotti per lo più nella tipologia secca, saranno presentati anche in alcune originali interpretazioni passite e da meditazione.</p>
<p><strong><em>Partecipano al banco d’assaggio le aziende:</em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>CANTINA FORMICONI – </strong><em>Affile</em><strong>; CANTINA SOCIALE CESANESE DEL PIGLIO</strong><em>;</em></p>
<p><strong>CASALE DELLA IORIA</strong><em> – Anagni; </em><strong>CASALE VERDE LUNA –</strong><em> Anagni</em><strong>; COLETTI CONTI</strong><em> – Anagni; </em><strong>COLLINE DI AFFILE – </strong><em>Affile</em><em>;</em><strong>CORTE DEI PAPI &#8211; </strong><em>Anagni</em><em>;</em><strong> ELENA SINIBALDI &#8211; </strong><em>Paliano</em><em>;</em><strong> </strong></p>
<p><strong>EMME – VIGNETI MASSIMI BERUCCI -</strong><em> Piglio;</em><strong> LA VISCIOLA &#8211; </strong><em>Piglio;</em><strong> </strong></p>
<p><strong>MANFREDI OPIFICI &#8211; </strong><em>Piglio;</em><strong> PETRUCCA E VELA &#8211; </strong><em>Piglio;</em><strong> PILEUM </strong><em>- Piglio;</em><strong> RAPILLO &#8211; </strong><em>Serrone</em><em>;</em><strong> TERRE DEL CESANESE – </strong><em>Piglio.</em><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em> Accompagnano la degustazione oltre ad una selezione di prodotti di qualità delle terre ciociare:</em><strong> </strong></p>
<p><strong>FATTORIA CELLETTI – </strong><em>Paliano</em><em>;</em><strong> PASTICCERIA BAR LAZIO – </strong><em>Serrone</em><em>;</em><strong> VAPOFORNO </strong><em>– Affile</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Il costo della degustazione è di € 13,00 (€ 8,00 Soci Go Wine, € 10,00 Soci Ais, Fisar, Onav )</p>
<p><strong><em>L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata  (prima di accedere al banco d’assaggio.</em></strong><br />
[Gallery not found]</p>
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