Situata sulle colline comprese tra i fiumi Greve ed Ema, immediatamente a sud di Firenze, Impruneta (o l’Impruneta come si dice da queste parti) è un piccolo centro fiorentino celebre per la produzione di terracotta, nonché sede di numerose fornaci ed aziende specializzate nell’antica arte del cotto, favorita dalla particolare natura dei terreni locali nonché dalla vicinanza di un grande centro come Firenze, dove la terracotta venne abbondantemente utilizzata sia come materiale da costruzione, che come oggetto d’arte.

Piazza Buondelmonti
Punto di partenza del nostro itinerario, nonché cuore del centro cittadino verso cui convergono le principali strade, piazza Buondelmonti nacque come spazio ad uso delle grandi fiere del bestiame che si tenevano qui, nonché delle manifestazioni religiose legate al culto mariano. Qui, dal 1927, si tiene ancora la festa dell’uva, solitamente l’ultima domenica di settembre, occasione sentitissima in cui i 4 rioni della città si sfidano nel realizzare i carri più belli.
La piazza ospita la Basilica di Santa Maria, il palazzo del comune di epoca fascista e alcune logge che, a partire dal 1600, accoglievano i Pellegrini che giungevano qui in visita alla Basilica. La facciata della basilica è caratterizzata dalla presenza a sinistra della torre civica con il grande orologio, di origine medievale, ed a destra dal campanile romanico risalente al 1200.

Basilica di Santa Maria
Consacrata nel 1060 da Papa Niccolò II, la basilica è dedicata al culto di Maria, di cui viene custodita una Sacra Immagine che la tradizione vuole dipinta dall’evangelista Luca. L’antica origine della chiesa trova conferma nella cripta e nel campanile di origine romaniche, ma è nel Trecento che si realizza la trasformazione dell’antica Pieve in Santuario, casa ideale per il culto dell’icona mariana. Negli anni a venire la chiesa verrà trasformata in un grande edificio, in grado di accogliere i pellegrini, ed è ancora oggi questo, grosso modo, l’assetto della moderna Basilica.
La Chiesa subì numerosi danni a seguito di un devastante bombardamento durante il secondo conflitto mondiale, tra il 27 e 28 luglio 1944: nonostante i danneggiamenti, il Santuario venne pazientemente e minuziosamente restaurato e riportato all’antico splendore.
Per ammirare meglio l’area dell’Impruneta è possibile salire sul campanile della basilica, che regala una vista a 360° da San Casciano a Scandicci, da Fiesole fino al passo della Consuma, punto di accesso al Casentino.

Palazzo del Podestà
La casa della famiglia Canigiani divenne podesteria a partire dal 1415, mantenendo la sua funzione fino ad inizio Novecento. Notevole la collezione di stemmi, in pietra e terracotta, che ornano la facciata del palazzo: oltre 90.

Certosa del Galluzzo
Costruita nel secolo XIV sulla sommità del monte Acuto, rilievo che sovrasta l’abitato di Galluzzo, a sud di Firenze, venne più volte rimaneggiata nei secoli successivi nonché depredata del patrimonio pittorico e decorativo. Le opere di restauro più importanti si ebbero dopo il terremoto del 1895, che distrusse parte del chiostro risalente al secolo XV, e negli anni ’50 del Novecento.

La Terracotta di Impruneta
Sul territorio di Impruneta, a partire dal Medioevo, si è sviluppata una vera e propria civiltà del cotto: il primo documento che attesti ufficialmente la presenza di attività produttive risale al 1308, allorché alla presenza del notaio Benintendi di Guittone da Santa Maria Impruneta nacque la corporazione di orciolai e mezzinai, atta a proteggere un commercio che, già allora, contava 23 componenti.
Oggi la produzione è suddivisa in “industriale”, riguardante pavimenti e laterizi per edilizia, e artigianale, con vasellami e oggetti per l’arredo di case e giardini.

 

 

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