Via Balbi, attualmente a traffico limitato, è la via di comunicazione che collega piazza della Nunziata alla zona della stazione di Principe. La via è stata recentemente rinnovata e inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco, insieme a numerosi altri palazzi del centro storico genovese. Costruita agli inizi del ‘600 e originariamente sede delle dimore della famiglia dei Balbi, si presenta come una successione ininterrotta di palazzi patrizi, che nulla avrebbero da invidiare alle eleganti costruzioni di Via Garibaldi. In questa via hanno sede oggi le principali facoltà universitarie umanistiche della città. Lungo la via spiccano tra gli altri palazzi l’ex collegio dei gesuiti, al civico 5, con l’orto-botanico che si arrampica alle sue spalle; la chiesa di S.Carlo; il palazzo Raggio, una volta sede del teatro del Falcone, dove il Goldoni incontrò la futura moglie Nicoletta Connio (inglobato successivamente nel Palazzo Reale il Falcone divenne teatro di corte, fu abbattuto da un bombardamento nel 1944. Oggi la sua ricostruzione è visibile nel terrazzo di Palazzo Reale) e il suntuoso palazzo Balbi al civico 2. Nella parte più a ridosso della stazione ferroviaria e verso la popolare zona di Prè si concentrano gli edifici meno nobili: gli antichi Trogoli di Santa Brigida, in passato luogo di incontro per donne e lavandaie, recuperati di recente sono un perfetto esempio. Il lato monte ospita alcune caratteristiche mattonate che si inerpicano fino a raggiungere i quartieri collinari. In prossimità della farmacia Pescetto, nei pressi della stazione, troverete l’ingresso dell’ascensore di Montegalleto, che conduce direttamente al castello d’Albertis e al quartiere di Castelletto. L’ascensore sfrutta, unico esempio al mondo, un moderno impianto integrato, che combina una trazione orizzontale della cabina per i primi 300 metri, con un sistema di sollevamento verticale nel restante tratto.