Castello di Canossa

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Il castello di Canossa

 

 

 

Di tutti i luoghi toccati dagli itinerari matildici Canossa è sicuramente il più famoso e probabilmente il più suggestivo: tale fu l’importanza di questi luoghi a cavallo tra la fine dell’XI e l’inizio del  XII   secolo  che,  ancora  oggi,  un  atmosfera

particolare pare scaturire  dalle rovine del castello che vide la luce intorno al 950 per iniziativa di Atto Adalberto. Si rassegnino quindi gli amanti di rocche e manieri di cui i nostri territori pur abbondano: qui non troveranno mura né merlature ben conservate da ammirare. E’ una diversa suggestione quella che colpisce il visitatore: lo sperone di arenaria bianca che ospita oggi ciò che resta del castello di Canossa, maniero matildico per eccellenza, sembra fondersi con i ruderi abbarbicati sulla cima e tutto sembra parlarci di ciò che fu.
Come detto l’attuale sito ospita ciò che resta dopo le tante distruzioni (la più devastante nel 1255 ad opera dei soldati del comune di Reggio), le ricostruzioni e i crolli della stessa struttura di arenaria che sorregge il castello: si pensa che originariamente il possedimento matildico avesse superficie perlomeno tripla rispetto all’attuale.
Sulla destra rispetto all’ingresso del sito si trova il museo ‘Naborre Campanini’ che ospita i resti rinvenuti durante gli scavi attorno a Canossa: oltre ad un’interessante ricostruzione della costruzione originaria è possibile ammirare uno stupendo fonte battesimale rinvenuto durante gli scavi e originariamente ospitato nella chiesa di Sant’Apollonio che Atto Adalberto fece costruire insieme alla Rocca. Il museo ospita inoltre il prezioso libro scritto nell’XI secolo dal monaco tedesco Donizone, vissuto proprio a Sant’Apollonio, che volle narrare la vita della contessa.
L'ingresso al castello e al museo adiacente é gratuito.

Orari: Aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 16,30 eccetto il lunedì - Con l'ora legale 9,00 - 12,30 e 15,00 - 19,00
Info: Tel: 0522.877104 Fax 0522.878050 iat.terrematildiche@libero.it