Santa Caterina del Sasso lago Maggiore

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Santa Caterina del Sasso lago Maggiore

 

 

 

L’eremo di Santa Caterina del Sasso sorge su una stretta cengia a sbalzo sul lago ed è raggiungibile percorrendo una lunga scalinata, attualmente in fase di rifacimento, dopo aver  imboccato  una  strada  secondaria  che  prende  avvio

dalla strada  provinciale tra  Reno e Arolo. Giungere all’eremo via lago  però,  scorgendo da lontano le arcate del porticato tra il candore della roccia calcarea a cui il monastero è aggrappato, è decisamente più suggestivo e vale la pena di informarsi sugli orari dei battelli che durante il periodo estivo approdano regolarmente sul piccolo molo.
La leggenda vuole che il monastero sia stato fondato da Alberto Besozzi, un mercante che nel 1170, dopo essere sopravvissuto ad una terribile tempesta durante la traversata del lago, decise di ritirarsi a vivere in una grotta della rupe dove oggi sorge l’eremo. Le sue preghiere liberarono i paesi vicini dalla peste, così venne costruita una cappella dedicata a Santa Caterina, oggi visibile sul fondo della chiesa. La cappella risale al XII secolo e fu successivamente affiancata da altre due cappelle, quelle di Santa Maria Nova e San Nicolao. Il primo documento storico relativo all’eremo, però, risale al XIV secolo. Da allora il monastero prosperò fino a che, intorno al XVI secolo, ma soprattutto a partire dall’Ottocento, il complesso conobbe fasi di degrado e decadenza. Oggi, dopo lunghi lavori di restauro sostenuti dalla Provincia di Varese, l’eremo è tornato ad essere un’importante meta turistica e religiosa.
La visita all’eremo comincia nel convento meridionale (sec. XIV-XVII), con la trecentesca sala capitolare decorata con affreschi. Si passa poi per il portico del conventino, almeno in parte risalente al sec. XIII, fino a raggiungere un cortile in cui si affacciano il porticato della chiesa, sulle cui pareti si notano tracce di affreschi del XVI secolo, e il campanile trecentesco.
La chiesa è formata dall’unione delle tre cappelle prima menzionate ed è particolarmente suggestiva. Vi si trova il sacello, dove furono riposte le reliquie del beato Alberto dopo il loro ritrovamento (1535). Questo è il nucleo più antico della chiesa e risale al XII secolo. Da segnalare gli importanti affreschi che si trovano nella cappella di San Nicolao, eretta nel XIV secolo e dedicata al protettore dei naviganti.
Per informazioni circa gli orari e le tariffe dei battelli per raggiungere l’eremo di Santa Caterina del Sasso visitare il sito della Navigazione Laghi.