“Oggi ho scoperto che” in Italia esistono almeno 22.000 alberi monumentali secondo le stime del corpo forestale del nostro paese. Di questi alcuni sono plurisecolari, se non addirittura millenari.

ALBERI MONUMENTALI IN ITALIA

La classificazione degli alberi come “monumentali” spesso dipende da criteri specifici stabiliti dalle autorità locali o da organizzazioni di conservazione ambientale. Questi alberi sono importanti non solo dal punto di vista naturalistico ma anche dal punto di vista culturale e storico.
Secondo il censimento del Ministero dell’agricoltura, approvato con un apposito decreto nel 2018, sono 2407 gli alberi monumentali di interesse nazionale.
La Sardegna è la regione italiana in cui si trova il numero più elevato di alberi monumentali: 285 in tutto

Alcuni esempi?

  1. Il Castagno dei Cento Cavalli (Castanea sativa): Situato in Sicilia, questo castagno è considerato uno degli alberi più antichi d’Europa e forse il più grande al mondo della sua specie. Il nome “Castagno dei Cento Cavalli” deriva dalla leggenda che la regina Giovanna d’Aragona si rifugiò sotto la larga chioma di questo albero con la sua scorta di cento cavalieri durante un temporale.
  2. Il Platano di Vrisi (Platanus orientalis): Questo albero monumentale si trova nel comune di Curinga, in Calabria. La sua età è stimata in oltre 1000 anni, e il suo tronco è massiccio e maestoso. È uno dei platani più antichi d’Italia.
  3. Il Faggio di Piancone (Fagus sylvatica): Questo faggio secolare si trova nel comune di Piancone, in provincia di Lecco. Nel territorio comunale esistono 30 alberi monumentali, un comune amico degli alberi, non c’è che dire.
  4. Il Leccio di Carrinu (Quercus ilex): Questo leccio secolare è situato in Sicilia, anche questo ai piedi dell’Etna come il castagno dei Cento Cavalli. La sua età è stimata in oltre 700 anni, e la sua forma maestosa lo rende un esemplare unico. Una curiosità ulteriore: in siciliano i lecci sono chiamati Ilici, nome di derivazione latina.
  5. Il Cedro del Libano di La Morra (Cedrus libani): decisamente più giovani dei suoi colleghi di regalità, il cedro del Libano di La Morra è stato piantato “solo” nel 1856. Da allora però chiunque passi ai piedi del paese non può che ammirarne la chiome, visibile anche a chilometri di distanza.

Veri e propri monumenti unici della natura da proteggere, da scoprire magari per una gita fuori porta.
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