Ascolta l'audioguida - Basilica di San Clemente in S.ta Maria dei servi

Intorno al 1250, Siena accolse l’Ordine dei servi di Maria, noti anche come Serviti, che venivano dal loro primo convento di Monte Senario, Firenze, fondato nel 1234. Inizialmente si stabilirono fuori città, ma poi il comune li invitò a edificare la loro chiesa dentro le mura cittadine, dove già esisteva la chiesa parrocchiale di San Clemente.

BASILICA DI SAN CLEMENTE IN SANTA MARIA DEI SERVI

Il convento iniziò a sorgere poco dopo il 1250, grazie anche al contributo di terreni della famiglia Tolomei e di laterizi del comune. Il convento incorporò la chiesa parrocchiale di San Clemente, da cui derivò il doppio nome del convento: basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi.
La costruzione si protrasse per quasi tre secoli. Verso la metà del XV secolo si completò il transetto e le cappelle terminali in stile gotico. Tra il 1471 e il 1528 si costruì il corpo longitudinale della chiesa con le sue tre navate in stile rinascimentale. Il progetto fu di Baldassarre Peruzzi e la realizzazione fu di Ventura Turapilli. La chiesa di Santa Maria dei Servi fu consacrata il 18 maggio 1533, anche se i lavori non erano ancora finiti. Infatti, solo nel 1537 si acquistarono quattro colonne per dividere le tre navate, mentre la facciata quattrocentesca rimase incompiuta.
In epoca barocca si aggiunsero gli altari laterali. Nel 1750 si aggiunse la gradinata di accesso alla basilica. Il transetto e altre parti furono rinnovati in stile neogotico tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, su progetto di Giuseppe Partini e poi di Agenore Socini. Il campanile, invece, fu eretto nei secoli XIV-XV in stile romanico. Fu restaurato più volte e radicalmente nel 1926, quando furono aggiunte le cuspidi centrale e angolari in cima al campanile, che lo fecero assomigliare a quello del Duomo di Siena.

BASILICA DI SAN CLEMENTE: L’INTERNO

Santa Maria dei Servi ha una pianta a croce egizia, con un corpo longitudinale a tre navate e cinque campate, un transetto sporgente con cappelle terminali e cinque cappelle ricavate dalla parete di fondo della chiesa. Di queste cinque, la cappella centrale maggiore è più alta, larga e profonda. Nel corpo longitudinale prevale lo stile rinascimentale fiorentino, realizzato da Ventura Turapilli nel 1471-1528 su disegno di Baldassarre Peruzzi o del Porrina. Questo si basa sul contrasto tra l’intonaco bianco e la pietra serena grigia, su archi a tutto sesto con cassettoni dipinti entro l’arco, capitelli in stile corinzio con imposta d’arco rialzata e travi in ferro a stabilizzare gli archi.
Tuttavia, a differenza delle chiese rinascimentali fiorentine, la volta della navata centrale ha archi trasversali entro cui si inseriscono volte a crociera. Anche le navate laterali hanno volte a crociera, con archi a sesto acuto. Le pareti delle navate laterali hanno nicchie con volte a botte e cassettoni dipinti, dove sono posti altari barocchi. L’unica eccezione è la prima cappella a destra, che è situata entro il campanile e quindi ha una struttura diversa dalle altre. Tra le numerose opere conservate in questi altari, si possono citare una grande Croce dipinta attribuita a Ugolino di Nerio o Niccolò di Segna (1331-1345), un affresco raffigurante la Strage degli innocenti, attribuito a Pietro Lorenzetti con la collaborazione dei fratelli Francesco e Niccolò di Segna (1335-1348)ed una  tela con Adorazione dei pastori di Taddeo di Bartolo (1404).

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