Castelnuovo di Volturno: dove il carnevale si fonde con il mito dell’Uomo Cervo
Tra le verdi montagne del Molise, in provincia di Isernia, sorge Castelnuovo al Volturno, un piccolo borgo che custodisce una tradizione carnevalesca unica e ancestrale, dominata dalla figura misteriosa e affascinante dell’Uomo Cervo, detto ““Gl’ Cierv”. Un rito che affonda le sue radici in tempi lontani e che ogni anno, l’ultima domenica di carnevale, trasforma il paese in un palcoscenico a cielo aperto, dove mito, natura e folklore si intrecciano in uno spettacolo indimenticabile.
Castelnuovo al Volturno: un borgo tra natura e storia
Prima di immergerci nella magia del carnevale, vale la pena soffermarsi sulla bellezza di Castelnuovo. Il paese, frazione del comune sparso di Rocchetta a Volturno, si trova in una posizione suggestiva, circondato da boschi rigogliosi e attraversato dal fiume Volturno. Il suo territorio è un invito a esplorare la natura incontaminata, tra sentieri per trekking e passeggiate rigeneranti. Da non perdere una visita all’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, uno dei più importanti siti archeologici dell’Alto Medioevo italiano, a pochi chilometri da Castelnuovo.
L’Uomo Cervo: un rito ancestrale tra mito e realtà
Il carnevale di Castelnuovo di Volturno è indissolubilmente legato alla figura dell’Uomo Cervo, una maschera zoomorfa che rappresenta la fusione tra l’uomo e la natura selvaggia. L’Uomo Cervo, con il suo costume di pelli di capra o pecora e le imponenti corna ramificate, incarna le forze primordiali della natura, il ciclo della vita e della morte, la fertilità e il risveglio primaverile.
La rappresentazione, che si tiene l’ultima domenica di Carnevale al calar del sole, vede l’Uomo Cervo scendere dalla montagna e aggirarsi per le vie del paese, accompagnato da altre figure simboliche: il Cacciatore, che rappresenta il tentativo dell’uomo di domare la natura; Martino, una sorta di folletto che rappresenta l’inverno, coperto con un mantello di sacchi di iuta e il volto dipinto di nero; le Ianare, streghe vestite di bianco con il volto coperto da una maschera bianca o da un velo leggero, che si aggirano per il paese con un’inquietante cantilena. Maone, invece, è lo stregone, il personaggio cattivo della rappresentazione, in grado di comandare le forze della natura e gli spiriti malvagi, a cui è dedicata la scena finale della rappresentazione.
La Caccia e la Morte: la vittoria dell’ordine sul caos
La pantomima dell’Uomo Cervo si svolge in due atti. Inizialmente l’Uomo Cervo, insieme a Martino, compie scorribande e scherzi, in un’atmosfera di caos e di rottura dell’ordine costituito. Successivamente, entra in scena il Cacciatore che, dopo un simbolico inseguimento, cattura e uccide l’Uomo Cervo (che però, subito dopo, viene riportato in vita, definitivamente ammansito, dallo stesso cacciatore che gli soffia nelle orecchie), riportando l’ordine e segnando la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Il rito è molto sentito e partecipato, la comunità si riunisce per rivivere ogni anno questa tradizione che si tramanda di generazione in generazione.
Un Carnevale unico in Italia
Il carnevale di Castelnuovo di Volturno è un evento unico nel suo genere, che si distingue nettamente dalle altre manifestazioni carnevalesche italiane. Qui non troverete carri allegorici o maschere della commedia dell’Arte, ma un rito arcaico, che rimanda a culti pagani e a una concezione del mondo profondamente legata ai cicli della natura.
















