La Val d’Intelvi è una valle di confine fra Italia e Svizzera, posizionata ad est del lago di Como.
Fin quassù, a Schignano, si spinse negli anni ’70 Federico Scianna, il grande fotografo italiano. Perché? Per fotografare un grande evento tradizionale, affascinante ed antico, che proprio qui si svolge ogni anno.

IL CARNEVALE DEI BELLI E DEI BRUTTI DI SCHIGNANO

Si narra che il Carnevale dei belli e brutti sia il più anarchico che ci sia.
Inizia con un bel bicchiere di grappa e con la decisione campale: far parte dei Belli o dei Brutti? Tra le due parti, nemmeno a dirlo, sono zuffe continue. E bevute…
Se queste poche righe vi hanno già intrigato, sappiate che partecipare a questo carnevale non è così semplice: chi ha provato ad arrivare da queste parti, in alcuni casi, è stato preso a male parole (ma questo fa parte del carnevale stesso). Insomma, il Carnevale dei Brut e dei Bei è quasi cosa privata…

LE ORIGINI E LE MASCHERE DEI BEI E DEI BRUT

Schignano, ma tutta la valle in generale, è stata terra di grandi migrazioni: chi ce l’ha fatta se n’è andato, qualcuno in America, altri in Germania. E magari ha fatto i soldi ed è tornato periodicamente in paese, ricco.
A quelli che non sono riusciti a scappare è toccato fare gli spalloni, cioè i contrabbandieri, o magari i frontalieri.
Il Carnevale era la festa in cui chi se n’era andato tornava in paese per far baldoria: questi erano i Belli, detti anche Mascarun, che portavano costumi fatti con belle stoffe e ornati di gioielli e maschere di legno, contrapposti ai Brutti, ovvero quelli rimasti in paese, mascherati di stracci, pelli di animali, campanacci e maschere spaventose. Giornate di eccessi, vissute insieme da tutto il paese, ma anche giornate di nuovi addii: il carnevale i Belli lo festeggiavano con la valigia, pronti a tornarsene chissà dove.

LA CIOCIA, LA MASCHERA FEMMINILE

Il carnevale di Schignano è una faccenda eminentemente maschile: storicamente la condizione della donna nelle civiltà di montagna poteva essere molto difficile ( se avete letto anche solo qualcuno dei romanzi e dei racconti di Mauro Corona, sapete di cosa parliamo). La maschera della Ciocia, la moglie del “Bel” cui è totalmente assoggettata girando per il paese addirittura con una sorta di guinzaglio che la lega a lui, è una conferma di ciò: la Ciocia è peraltro impersonata da un maschio travestito (per le donne al carnevale di Schignano non c’è posto) che gironzola per il paese al seguito del marito, lamentandosi in una litanìa continua.

IL PROGRAMMA DEL CARNEVALE DI SCHIGNANO

Le sfilate partono da Piazza San Giovanni. I cortei sono guidati dai Sapör, vestiti con berretti e giacconi in pelle di pecora, ue con il volto completamente nero, barba e baffi. 
Le sfilate del carnevale dei Belli e dei Brutti sono due: una si tiene il sabato grasso, la seconda, naturalmente, il martedì grasso.
Durante il percorso tra le vie del paese i Brutti si divertono ad importunare i visitatori, apostrofandoli a male parole oppure facendo loro scherzi… Il martedì, a fine sfilata, si brucia il CarliSèp, o Zep, il fantoccio che, come in molti altri riti, rappresenta il carnevale, un evento che i giovani della valle aspettano da un anno all’altro: qui il carnevale conta più del Natale!