La chiesa di Santa Maria in Provenzano, famosa perché il Palio del 2 luglio è dedicato proprio a lei, con tanto di cerimonia di consegna del “drappellone”, si affaccia sulla piazza omonima a Siena. Qui si trovava la dimora di Provenzano Salvani, un politico ghibellino del XIII secolo, menzionato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, vincitore della battaglia di Montaperti del 1260.
La chiesa fu costruita, su progetto di Flaminio del Turco, in stile manierista tra il 1594 e il 1604, ma fu consacrata solo il 16 ottobre del 1611: si tratta di una delle prime costruzione che seguirono il Concilio di Trento e, per questo, in odor di Controriforma. La decisione di costruire la chiesa seguì una serie di episodi che coinvolsero un’immagine della Pietà che era posta su un muro del rione: si narra che l’immagine fu danneggiata, per una bravata, da un archibugio spagnolo e che da allora a questa Pietà vennero attribuiti diversi miracoli. Si decise così di costruire l’edificio sacro che custodisse l’immagine sacra.

LA CHIESA DI SANTA MARIA IN PROVENZANO

Le statue nelle quattro nicchie all’esterno risalgono al 1800 e sono opera di Antonio Zini. Entrando a destra, sul primo altare, si ammira l’opera principale di Rutilio Manetti che rappresenta la Messa di San Cerbone. Nella cupola ci sono affreschi settecenteschi che ritraggono i quattro santi patroni di Siena: Galgano, Savino, Crescenzio e Vittore. Nel pavimento è presente lo stemma mediceo, che ricorda come, ormai da tempo, Siena fosse entrata nell’orbita di Firenze.
L’altare maggiore, che custodisce la Madonna di Provenzano, fu progettato ancora da Flaminio del Turco. Sulla parete sinistra, il secondo altare ospita un’opera di Dionisio Montorselli che illustra un episodio iconografico molto raro: la Visione di Santa Caterina del Martirio di San Lorenzo. Gli arredi lignei all’interno (pulpito, panche, confessionali, inginocchiatoi) sono originali opere di Agostino Fantastici.
Nella Basilica viene portato ogni anno il drappellone del 2 luglio, ovvero il Cencio che viene poi consegnato alla contrada vincitrice della gara che, a sua volta, riporta il Palio presso la chiesa di Santa Maria in Provenzano per ringraziare la Vergine.