Luogo magico, incontaminato, una riserva di energia positiva a disposizione di ogni visitatore: sono queste, spesso, le parole che descrivono la scoperta di Baratti da parte di tanti visitatori. E non è un caso se, proprio qui, sopra il golfo, gli etruschi scelsero di porre le fondamenta di una delle loro città più fiorenti, l’unica situata sulla costa: Populonia.
Populonia sopra il golfo e Baratti a fungere da approdo per le imbarcazioni che trasportavano l’ematite dalle miniere dell’isola d’Elba, da cui si estraeva e si lavorava il ferro. Ma Baratti non fu solo porto: già gli etruschi ne percepirono l’energia, se decisero di seppellire qui, in diverse necropoli e luoghi di sepoltura, i propri cari. Necropoli che sono giunte fino a noi e che costituiscono una delle ottime ragioni per visitare questi luoghi, ma anche se non siete amanti del costume da bagno.

Arrivare qui da Piombino o ancor meglio dalla strada della Principessa che collega il golfo con San Vincenzo, è una scoperta: chilometri di pineta lasciano improvvisamente il palcoscenico a vaste distese erbose, inframezzate da qualche pino marittimo o da qualche cipresso. Gli stessi prati che, nel golfo, arrivano letteralmente al mare: soprattutto nella zona della chiesetta di San Cerbone, infatti, potrete tranquillamente decidere di distendervi sull’erba, pur avendo i piedi letteralmente a bagno.
E non è certo meno sorprendente il promontorio di Piombino che si allarga, completamente selvaggio, verso il mare, offrendo rari e meravigliosi approdi come la Buca delle Fate.

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