Carnevale a Torino: Gianduja

Il Carnevale è una festa che precede la Quaresima, un periodo di riflessione e di preparazione alla Pasqua. In Italia, i Carnevali più famosi sono quelli di Venezia e di Viareggio, ma anche quello di Torino ha una lunga e ricca tradizione che risale all’epoca sabauda.
La maschera simbolo del Carnevale torinese, ma non solo, è Gianduja, un personaggio che nasce inizialmente come burattino nel XVIII secolo, inizialmente un contadino alle prese con il potere, evolve e inizia a rappresentare il tipico carattere piemontese: concreto, amante dei piaceri della vita ma senza esagerare, incline al privato ma pronto a darsi da fare quando c’è bisogno.
Gianduja è accompagnato dalla sua compagna Giacometta, una donna saggia e avveduta. Insieme, sono i protagonisti del vivace Carnevale torinese.

A Gianduja sono legate le origini di alcuni dei dolci tipici di questi giorni: le caramelle di Carnevale, inventate dalla Icaf, una piccola azienda familiare torinese, i cri-cri, nocciole Piemonte immerse nel cioccolato e poi ricoperte di granellini di zucchero e, naturalmente, i gianduiotti.

COME NASCONO I GIANDUIOTTI

I giandujotti sono cioccolatini a forma di barca rovesciata, che nascono nel XIX secolo. La loro nascita è legata a una storia molto pratica: il pasticciere Michele Prochet, per ovviare alla scarsezza di cacao, amalgama al cioccolato nocciole tostate e tritate fino ad ottenere una vera e propria grande invenzione nata in un periodo di ristrettezze. Gianduja e i suoi compari salivano sui carri allegorici dai quali lanciavano confetti e caramelle, ma si trattava di prodotti che si rovinavano al contatto con il terreno e che, soprattutto, non erano incartati. La soluzione fu quella di usare i giandujotti e di proteggere i prodotti con un involucro colorato: è così dal 1865.
Oggi, i giandujotti sono uno dei prodotti tipici del Piemonte e sono apprezzati in tutto il mondo.

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