La Montagnola Senese, compresa tra i comuni di Casole d’Elsa, Monteriggioni, Siena e Sovicille, è una delle aree più interessanti della Toscana per la notevole qualità ambientale e la presenza di un’alta densità di bellezze naturali, storiche e artistiche.
Grazie a una fitta rete di sentieri curati con attenzione dal CAI, gli escursionisti possono immergersi in un vero paradiso naturalistico. Un percorso di 35 ore di cammino svelerà panorami mozzafiato e una biodiversità straordinaria, facendo di questa regione un’attrazione imperdibile.
La Montagnola non è solo meta per gli amanti del trekking, ma anche un luogo d’incontro per appassionati di botanica, zoologia, geologia e speleologia. Qui, tra boschi e sentieri incantevoli, si coltivano passioni come la ricerca di funghi, minerali e reperti archeologici.

Montagnola Senese: Cosa c’è da fare?

Riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario (SIC), la Montagnola segue la direttiva HABITAT per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali (sito IT5190003). Nonostante la sua storia millenaria, questa regione ha preservato la sua biodiversità, diventando rifugio per specie animali in via di estinzione.
La Montagnola è punteggiata da tracce della presenza umana attraverso i secoli, con castelli, pievi, ville ed eremi che narrano la sua storia. La via Francigena, antica rotta di pellegrinaggio, ha contribuito alla formazione di questo patrimonio architettonico. Curiosità affascinanti arricchiscono la storia della Montagnola, come l’allevamento della cinta senese, favorito dai boschi di querce e lecci. Non da meno è l’estrazione del marmo giallo di Siena, impiegato nella costruzione di opere maestose come Santa Maria del Fiore.
Ancora non vi basta? Se siete appassionati di speleologia la Montagnola offre anche a voi occasioni uniche: oltre settanta grotte rendono questo angolo di Toscana una delle principali aree carsiche d’Italia. Traccia di ciò si ritrova nella storia dell’antico Lago di Santa Colomba, prosciugato un paio di secoli orsono dai Lorena grazie a una galleria di oltre 2 km tuttora percorribile a piedi.

La ricca fauna della Montagnola ospita specie come il Biancone, il Gheppio, lo Sparviero, il Tritone punteggiato e il Tritone crestato italiano, oltre a cinque specie di pipistrelli minacciate di estinzione, rifugiatesi nelle grotte carsiche.

Architettura sacra sulla Montagnola senese

L’antica via Francigena ha dato vita a luoghi di culto affascinanti nella Montagnola. Dalle Pievi di Ponte allo Spino a Sovicille al complesso di Abbadia a Isola presso Monteriggioni, ogni luogo sacro racconta una parte della storia millenaria di questa regione.
Le numerose piccole Pievi, come quella di Molli, Pernina, Maria e Sebastiano (loc. Marmoraia), offrono escursioni piacevoli in luoghi impervi. Gli eremi, come l’Eremo di Lecceto ancora abitato dalle monache agostiniane, aggiungono un tocco di spiritualità a questa terra.
Il Romitorio della Scala, chiuso ma imponente, e i ruderi del Romitorio di Motrano, eremo rupestre raggiungibile con una breve camminata, arricchiscono ulteriormente il patrimonio storico di questa zona unica.

Ville e castelli della Montagnola

Ai tempi della rivalità tra Siena e la vicina Firenze risalgono invece alcuni castelli costruiti tra i secoli IX e XIII per proteggere il territorio da possibili incursioni nemiche. Se dei castelli di Montarrenti, Montauto e Castellare sono visibili i resti, il castello di Celsa, con il suo giardino e parco, è visitabile in alcune giornate.
Ma se si parla di fortificazioni e castelli è obbligatorio citare una delle perle del senese: Monteriggio è infatti un borgo fortificato, perfettamente conservato, risalente al periodo dell’incastellamento.
Nei secoli le esigenze difensive vennero via via a decadere e i castelli furono trasformati in ville e dimore nobiliari.

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