La scomparsa di Edoardo Sanguineti

La scomparsa di Edoardo Sanguineti

E’ morto ieri all’età di 79 anni uno dei più grandi poeti che il nostro paese abbia potuto vantare dal secondo dopoguerra ad oggi. Era forte il cordone che lo legava a chi ha saputo cantare l’insensatezza del nostro tempo, quel male di vivere che lo accomuna ai più grandi, da Leopardi a Montale, che Sanguineti ha tuttavia portato alle estreme conseguenze, grazie ad   un linguaggio fatto di parole-puzzle da ricomporre fino allo straniamento dai significati originari.
Vorrei ricordarlo attraverso una delle sue poesie più note che non finisce di commuovere anche dopo centinaia di letture.

MI SONO RIADATTATO AGLI OCCHIALI

mi sono riadattato agli occhiali (che la patente, a me, rende obbligati, ormai),
in un paio solo di giorni: vedo tutto più netto, ma niente mi è, per questo,
diventato migliore, in verità: un semaforo è sempre un semaforo, un marciapiede è un marciapiede: e io sono sempre io, così):
(quanto al doloroso senso di capogiro,
vaticinato, con l’emicrania, da un Istituto Ottico di corso Buenos Aires, al quale
mi sono rivolto, questa volta, l’ho sperimentato e l’ho superato): (l’oculista
affermava che, con il tempo, io mi ero costruito una mia rappresentazione arbitraria
della realtà, adesso destinata, con le lenti, a sfasciarsi di colpo):
(e ho potuto
sperare, per un attimo, di potermi rifare, a poco prezzo, una vita e una vista):” (*)

Edoardo Sanguineti (1930 – 2010)