CHI ERA MATILDE DI CANOSSA

Sono sicuramente pochissime le donne che ebbero un ruolo di peso nella storia medievale: tra queste la figura di Matilde di Canossa si caratterizza perché tale fu il suo carisma, da aver modellato quasi a sua immagine e somiglianza un territorio, quello dell’appennino reggiano, che ancora oggi mostra con orgoglio i segni del suo passaggio.

Matilde in una miniatura

Matilde in una miniatura

Nata presumibilmente nel 1046 da Bonifacio di Canossa e Beatrice di Lorena, Matilde di Canossa eredita i possedimenti paterni (che si uniranno a quelli di Goffredo di Lorena) vantando così il controllo di un vastissimo territorio che comprende gran parte della pianura emiliana e veronese, la Tuscia e la zona appenninica del reggiano.

PERCHÈ MATILDE DI CANOSSA È FAMOSA?

Dopo un breve matrimonio con Goffredo il Gobbo, Matilde di Canossa entra prepotentemente sul palcoscenico principale della storia schierandosi apertamente a fianco del papato durante la durissima lotta fra questo e l’impero. In qualità di cugina in seconda dell’imperatore Enrico IV, in seguito alla scomunica a questo inflitta nel 1073 dal papa Gregorio VII, Matilde funge da elemento riconciliatore tra le due massime istituzioni con l’apice del celeberrimo incontro del gennaio 1077 presso il castello di Canossa, in cui tradizione vuole che Enrico IV abbia dovuto umiliarsi di fronte a Gregorio VII per ottenere il ritiro della scomunica.

La Firma di Matilde di Canossa, sulla Notitia Confirmationis, documento conservato a Prato e risalente al 1111. Questo il significato della firma: “Matilda, che se è qualcosa, lo è per grazia di Dio” | Foto di Samuele via Wikimedia Commons

PERCHÉ SI DICE ANDARE A CANOSSA?

Quando si intende indicare un atto di sottomissione si usa l’espressione andare a Canossa, facendo riferimento alla sottomissione di Enrico IV che, vestito di sacco e con il capo cosparso di cenere, si recò presso il castello di Matilde per ottenere il ritiro della scomunica da parte del Papa Gregorio VII

LE PIEVI MATILDICHE

L’intensa e sincera religiosità di Matilde è comprovata dalle numerose pievi matildiche presenti sul territorio: si tratta di piccole chiese costruite con blocchi di arenaria, caratterizzate da elementi architettonici ‘proto-romanici’ quali capitelli, portali e bifore, non di rado sorte per iniziativa diretta della contessa. Pur risultando nella maggior parte dei casi fortemente modificate da successive ricostruzioni, le pievi matildiche, inserite in contesti naturali unici, conservano intatto il fascino di un’intensa spiritualità.

Ancor più delle pievi il territorio dell’alto reggiano risulta fortemente caratterizzato dai suoi tanti castelli: si tratta perlopiù di ciò che rimane della tripla cerchia concentrica che costituiva l’impenetrabile struttura difensiva dei possedimenti matildici.

La prima cerchia stringeva tra loro le rocche situate nella pianura padana, quali Albinea e i quattro castelli intorno a Bianello, che a loro volta proteggevano un secondo cerchio di manieri appenninici costruiti in modo da potersi controllare a vista tra loro: si tratta di castelli quali Canossa (chiunque vi si rechi potrà comprendere quanto la vista di cui si gode potesse costituire un enorme rassicurazione per le forze matildiche), Rossena, Baiso. Il centro di questa potente struttura difensiva era il castello delle Carpinete, arroccato a 805 m. di altezza sulla vetta del monte Antognano: forse per questo si dice fosse uno dei preferiti di Matilde.

Dopo il 1077 Matilde di Canossa dovette fare i conti con la reazione di Enrico IV che la privò dei domini concessile per investitura imperiale, con conseguente insorgere di città quali Mantova, Lucca, Modena e Parma. I territori le vennero restituiti solo con l’ascesa al soglio imperiale di Enrico V e la conseguente reinvestitura del 1111: i rapporti tra Matilde e il neo imperatore, così come tra l’impero e il papato, andavano ormai riconfigurandosi in vista del concordato di Worms.

Matilde però uscì dalle luci della ribalta ritirandosi a vita più isolata a San Benedetto Polirone, dove morì nel 1115 forse in conseguenza della gotta.

Dov’è sepolta Matilde di Canossa?

Dal 1635 riposa a San Pietro nel sepolcro scolpito per lei dal Bernini.

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