Palazzo Doria Pamphili

Palazzo Doria Pamphili

Verso la stazione marittima, fronteggiata dalla strada sopraelevata (croce e delizia del capoluogo ligure), si affaccia il prospetto sud di Palazzo Doria Pamphili, villa cinquecentesca cui sono legate le vicende storiche di due grandi personaggi della storia genovese: Andrea Doria, committente della villa e grande condottiero che nel 1528 portò in dote l’indipendenza alla città grazie all’alleanza con Carlo V, e Perin del Vaga, già collaboratore di Raffaello, arrivato a Genova nel 1528.
La zona su cui sorge la villa era originariamente fuori le mura della città: fu qui che Andrea Doria volle costruire una villa che celebrasse la sua grandezza. Principale responsabile dell’opera fu Perin del Vaga il quale, coadiuvato da una vera e propria equipe, la portò a compimento nel 1533, anno in cui la costruzione ospitò proprio Carlo V s’Asburgo.
Negli anni e nei secoli successivi vennero apportate diverse modifiche che diedero alla villa un accesso diretto al mare, il giardino e le terrazze. Lo sviluppo della città privò il complesso di vaste aree che, a partire dalla fine dell’ottocento, divennero parte integrante della città in grande espansione.

LA VISITA
Se l’esterno della villa è fortemente caratterizzato dai giardini, l’interno sin dall’atrio d’ingresso sorprende il visitatore grazie agli affreschi di Perin del Vaga, che proprio nella prima stanza visitabile raffigurò la Storia dei re di Roma e i Trionfi militari. Nel pennacchio in asse con il portone d’ingresso Perin riproduce Saturno, volendo così glorificare Carlo V come fautore di una nuova età dell’oro. Da citare il Salone dei Giganti, spazio destinato a divenire sala del trono durante i soggiorni di Carlo V, arricchito da un affresco di Perin raffigurante Giove che fulmina i Giganti.

IL GIARDINO
Inscindibilmente collegato al palazzo era il sistema dei giardini, che si estendevano a valle verso il mare e a monte verso la collina di Granarolo. I giardini, concepiti in uno spirito assolutamente genovese, presentavano un’organizzazione del tutto originale, con i loro piani terrazzati e balaustrati. Pochissimo rimane oggi di questo capolavoro: la parte nord è stata distrutta per far posto alla città e alla ferrovia, mentre a sud la nuova viabilità lato mare e la metropolitana hanno decretato la scomparsa dell’imbarcadero e dell’approdo al mare.

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