Palazzo Tobia Pallavicino Genova

Conosciuto anche come palazzo Carrega-Cataldi, dalle famiglie che lo possedettero, Palazzo Tobia Pallavicino è uno dei Palazzi dei Rolli genovesi: situato in via Garibaldi, a pochi metri dallo sbocco della via in piazza Fontane Marose, il palazzo oggi è la sede della Camera di commercio del capoluogo genovese.
Il palazzo fu voluto dal marchese Tobia Pallavicino, un ricco commerciante di allume, che lo fece costruire tra il 1558 e il 1561, in occasione dell’apertura di Strada Nuova, la più importante opera urbanistica del Cinquecento genovese. Il palazzo, opera dell’architetto Giambattista Castello, detto il Bergamasco (che a Genova fu progettista di molti altri palazzi), aveva originariamente due piani e un giardino sul retro. Nel 1704 il palazzo passò ai Carrega, che lo ampliarono e lo abbellirono, trasformando il giardino in cortile, aggiungendo un piano e modificando la facciata.
Tra le opere d’arte più notevoli del palazzo c’è la Galleria Dorata, decorata da Lorenzo De Ferrari, uno dei massimi esponenti del rococò genovese.

PALAZZO TOBIA PALLAVICINO: LA STORIA RECENTE

Nel 1830 il palazzo fu venduto ai Cataldi e poi affittato a varie società.
Nel 1922 il palazzo fu acquistato dalla Camera di Commercio, che lo restaurò più volte, soprattutto dopo la guerra, quando la Galleria Dorata fu danneggiata da una bomba, e nel 2004, quando Genova fu Capitale Europea della Cultura. Tra i restauri recenti ci sono quelli dei due prospetti principali, della Cappella del piano nobile, dove si trova il calco della famosa Vergine del Puget, e dell’atrio cinquecentesco. Il palazzo fa parte dei Palazzi dei Rolli, un insieme di residenze aristocratiche che la Repubblica di Genova usava per ospitare le personalità in visita di stato. Questi palazzi sono stati riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 2006, per il loro valore architettonico e culturale.

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