Si dice spesso che la Liguria è una delle regioni italiane più cementificate: stretta tra monti e mare, a partire dalla fine degli anni ’60 le necessità infrastrutturali dapprima industriali, e poi turistiche, hanno determinato la nascita di strade, autostrade e città immediatamente a ridosso della costa. Rapallizzazione, termine che si indica per indicare la cementificazione veloce e selvaggia di un territorio, è una definizione divenuta proverbiale: non ce ne vogliano gli abitanti di Rapallo naturalmente…

Se vogliamo immaginare la Liguria come doveva essere prima dello sviluppo industriale dobbiamo arrivare fino a San Fruttuoso di Camogli, splendido e minuscolo borgo raccolto intorno alla propria spiaggia, ad un’incredibile abazia di origini romaniche letteralmente costruita sulla spiaggia e alle splendide torri che contornano il golfo.

Ma arrivare fin qui non è facile, o perlomeno non è possibile farlo su ruote, ma soltanto camminando (i trekking dei dintorni di San Fruttuoso sono letteralmente magnifici ma riservati a buoni camminatori, se non, per alcuni itinerari, ad escursionisti esperti considerata l’esposizione di alcuni passaggi) o utilizzando un natante.

E sono tanti i traghetti che riversano qui, da aprile a settembre, orde di turisti che affollano il poco spazio disponibile a terra: abbiate rispetto della fragilità di questo luogo e della sua bellezza.

LA STORIA DI SAN FRUTTUOSO

San Fruttuoso di Camogli è un’incantevole baia situata nel cuore del Parco Naturale Regionale di Portofino: vanta una storia affascinante e un’importanza culturale significativa, grazie alla presenza della suggestiva Abbazia.

Le origini di questo luogo unico risalgono all’epoca romana, quando la baia era probabilmente utilizzata come porto naturale. Tuttavia, fu nel Medioevo che San Fruttuoso divenne un centro spirituale e culturale: secondo la leggenda, infatti, intorno al VII secolo d.C., qui vennero traslate da San Prospero, in seguito all’invasione della Spagna da parte degli arabi, le ceneri di San Fruttuoso da Tarragona. 

Nel X secolo, i monaci benedettini fondarono l’abbazia di San Fruttuoso costruendola proprio sulle spoglie del santo. L’edificio sacro divenne un importante centro religioso e culturale, influenzando profondamente la vita della comunità locale. Nel corso dei secoli, l’abbazia subì varie trasformazioni e passò sotto il controllo dei Doria che nel 1983 la donarono al FAI.

COME ARRIVARE A SAN FRUTTUOSO DI CAMOGLI

Se non volete arrivare a piedi, l’alternativa è il traghetto in partenza dal Porto Antico di Genova, dal porticciolo di Camogli o da Recco. Se arrivate in auto consigliamo di partire da Genova e lasciare l’auto nei dintorni del Porto Antico (qui la nostra guida per scoprire dove parcheggiare), mentre Recco o Camogli sono raggiungibili in treno.
Uno splendido itinerario di trekking conduce da San Rocco di Camogli (paese sulle alture di Camogli) fino a San Fruttuoso, attraversando il territorio del parco di Portofino fin quasi alla vetta del promontorio . È un percorso di circa due ore con una salita mediamente impegnativa (di più se partite da Camogli) e una discesa verso San Fruttuoso molto scoscesa e quindi consigliata a chi è allenato.

Esiste anche un’ancor più bello percorso costiero che attraversa il passo del Bacio, ma è riservato ad escursionisti esperti, abituati a percorsi esposti e a tratti di sentieri attrezzati con catene: accade purtroppo non di rado che qualcuno si avventuri fin qui, durante la stagione calda, e debba far ricorso ai soccorsi perché ha sottovalutato il percorso.
Lo ribadiamo: scegliete questo percorso se siete allenati, non percorretelo nei mesi più caldi (l’esposizione lo rende torrido) e portate con voi abbondanti scorte d’acqua.
Altro avvertimento: in molte zone dei trekking sul monte di Portofino i cellulari non hanno campo.