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Un viaggio nel passato, tra i segreti dei templari. Così si potrebbe descrivere questa visita, che ci porta a scoprire una chiesa antica e misteriosa. La chiesa di San Pietro alla Magione, conosciuta anche come la chiesa senese dei Templari, si trova a Siena in via Camollia.

SAN PIETRO ALLA MAGIONE, SIENA

Nota sin dall’anno Mille, la chiesa appartenne ai Cavalieri Templari sin dal XII secolo, come risulta da un documento del 1148. I templari vi tenevano un ospizio per pellegrini ( il termine “Magione” indica proprio la casa in cui venivano accolti i pellegrini) da cui la chiesa prese il nome. Con la soppressione dei templari avvenuta nel 1312, la chiesa di San Pietro alla Magione passò ai Cavalieri Ospitalieri che assunsero successivamente il titolo di Ordine dei Cavalieri di Malta. Dall’Ordine melitense la chiesa passò in seguito alla diocesi, divenendo titolo parrocchiale ancora oggi esistente.

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SAN PIETRO ALLA MAGIONE: CARATTERISTICHE

La Chiesa, a cui si ha accesso tramite una scalinata frontale, è costruita in stile romanico, a capanna, con portale risalente al 1300 (il coronamento ad archetti è purtroppo stato rifatto in modo discutibile ad inizio 1900). Nel retro, accanto all’abside, spicca il campanile a vela, simbolo delle antiche magioni dei cavalieri. Sul fianco, le croci templari scolpite nella pietra ci parlano di una storia fatta di fede e avventura. Sulla destra, una cappella in mattoni, costruita nel Cinquecento come ringraziamento per aver scampato la peste. L’interno della chiesa ci accoglie con la sua austerità, una navata unica illuminata da piccole finestre, un presbiterio rialzato, un’abside e un soffitto a capriate, frutto di un restauro del Novecento. Tra le opere d’arte, una nicchia gotica che custodiva i sacri vasi durante la Messa, accanto all’altare principale, e frammenti di affreschi che raffigurano la Crocifissione e le Storie bibliche, opera di due artisti senesi del Trecento, Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero, provenienti da una stanza dell’ospizio. Nella cappella di destra, invece, possiamo ammirare una Madonna col Bambino del Riccio, un pittore del Cinquecento, la Madonna con i santi Giovanni Battista e Pietro di Diego Pesco, un artista del Settecento, e due tele seicentesche di modesta qualità, che rappresentano sant’Ugo e il martirio di san Donnino, a sinistra e destra rispettivamente.

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