Esiste una Siena “di sopra” ed una Siena “di sotto”, una città celeberrima da scoprire attraverso itinerari tra palazzi e chiese medievali, ed una vera e propria Siena sotterranea, composta da 25 km di cunicoli e condotti scavati nel sottosuolo cittadino, utilizzati dall’acquedotto cittadino che ancora oggi alimenta le fonti della città toscana, mentre le abitazioni sono servite dal moderno acquedotto.

I Bottini di Siena: cosa sono?

I Bottini sono gallerie costruite tra il 1200 ed il 1400 per l’approvvigionamento idrico di una città che, prima dell’esplosione dell’epidemia di peste del 1348, era in una veloce crescita economica e demografica. Le prime tracce di questi cunicoli risalgono addirittura al 394 d.c, mentre fu nel 1466 che l’estensione dei Bottini a Siena raggiunse il suo culmine.

Echi degli scavi sotterranei dei senesi alla ricerca di acqua, sulla scorta di una leggenda che voleva che nel sottosuolo della città scorresse il fiume Diana, si ritrovano persino in Dante che, nel canto XIII del Purgatorio, fa chiedere alla senese Sapia di ricordarla ai suoi parenti, che il Poeta troverà a Talamone, intenti a scavare insensatamente un porto così come hanno fatto per trovare la Diana nelle viscere di Siena.

I Bottini di Siena sono visitabili grazie alle visite guidate organizzate dall’associazione Diana: un’esperienza sicuramente interessantissima ed originale, ma non per tutti. Sia perché il particolare contesto di visita non è adatto a chi soffra di claustrofobia, sia perché il numero massimo di visitatori annui è limitato a 1.000 persone.